Alla scoperta del vino naturale

Che cosa sono i vini naturali? Quali sono le caratteristiche? Come di riconoscono? E dove si possono acquistare? Ecco una breve guida per scoprire il mondo dei vini senza compromessi.

Sentendo parlare per la prima volta di vini naturali ci si potrebbe chiedere se non si tratti semplicemente di un modo diverso di chiamare i vini biologici? Seppure in alcuni casi i vini naturali possano anche avere la certificazione bio, in realtà si tratta di una “famiglia” a parte. Semplificando, potremmo dire, più radicale sulle scelte ecologiche e di salubrità.

Il vino naturale è totalmente privo di additivi e presenta spesso sapori molto diversi da quelli a cui siamo abituati, fortemente legati al territorio, senza nessuna concessione ai canoni dettati dai cosiddetti esperti.

Le prime esperienze di viticoltura naturale risalgono agli anni Sessanta come reazione alla produzione di vino industriale che ha impoverito i suoli, avvelenato i terreni e “manipolato” il prodotto per rispondere alle richieste del mercato.

Una caratteristica di fondo è la tutela della biodiversità nell’ambito della vigna come elemento fondamentale per per l’equilibrio delle piante e la loro capacità di difendersi da sole. Meno trattamenti saranno necessari, più sarà salvaguardata la fertilità del suolo, più l’uva risulterà sana e di qualità.

In una vigna naturale si può trovare in mezzo vegetazione di vario tipo. Poco a che vedere con la classica immagine di filari ordinati e prati rasati. Nella coltivazione della vite e nella vinificazione è escluso l’impiego di qualsiasi sostanza di sintesi.

Inoltre i vignaioli naturali in molti casi recuperano e tutelano le varietà locali, con gran guadagno della biodiversità generale e dei nostri palati. Così potrai riscoprire varietà provenienti da territori che di solito non associ al vino. Allo stesso tempo potrai scoprire tante piccole cantine, perché il metodo naturale non si adatta alle grandi aziende.

La vendemmia si fa a mano nel momento in cui le uve hanno raggiunto la maturazione perfetta, in questo modo si riescono a selezionare meglio i grappoli e si riduce il rischio di danneggiarli. In cantina il processo viene lasciato alla sua evoluzione naturale, senza alcun intervento di additivi enologici o trattamenti per correggere l’aspetto, il profumo o il gusto del vino.

Che cosa ci può essere in un vino “non naturale”?

Sono diverse le sostanze che potremmo trovare nel vino normalmente in commercio: lieviti selezionati, correttori di acidità, albumina d’uovo, gomma arabica, cremor tartaro, colla di pesce, proteine vegetali, enzimi vari, e altri coadiuvanti che hanno effetti su gusto, colore e consistenza. La legge non prevede alcun obbligo di indicare questi elementi in etichetta.

Esiste il vino “senza solfiti”?

No, perchè il processo di fermentazione alcolica produce naturalmente piccole quantità di solfiti. Comunque, l’unico additivo ammesso nel vino naturale, in quantità molto basse, è la solforosa che ne determina la conservazione e stabilizzazione.

Parlare di quantità però non è irrilevante. Nei vini naturali ne troviamo al massimo 30-40 mg per litro, in quelli “convenzionali” fino a 200 mg/litro. Molti vignaioli che aderiscono alla scelta della vinificazione naturale rinunciano anche a queste piccolissime aggiunta, e lasciano che nel vino sia presente solo la quantità generata naturalmente.

La bassa presenza di solfiti è uno dei motivi per cui anche bevuto in una certa quantità il vino naturale non lascia quel senso di malessere che invece è provocato in genere dal vino.

Che differenza c’è tra vino naturale e vino biologico?

Vino naturale e vino biologico coincidono finché l’uva sta in vigna, ma possono intervenire differenze sostanziali nel processo di vinificazione perché il disciplinare biologico ha maglie piuttosto larghe e ammette una buona parte degli adittivi e dei processi ammessi nel vino convenzionale.

E’ per questo motivo che molti produttori di vini naturali scelgono di non certificarsi come biologici e aderiscono invece ad organizzazioni che utilizzano altri disciplinari e sistemi di controllo interno molto più serveri.

In alcuni casi i produttori di vini naturali adottano i principi della biodinamica, che rispetto agli adittivi ha regole più restrittive del biologico. Ma anche rispetto alle sostanze ammesse dai certificatori biodinamici, i “vignaioli naturali” usano criteri più severi.

In questa immagine sono indicate le sostanze ammesse nelle diverse tipologie di vino: convenzionale, biologico, biodinamico e naturale. Le sostanze ammesse nel biologico non sono dannose per la salute, ma comunque fanno perdere al vino le sue caratteristiche naturali.

Come si riconoscono i vini naturali?

Non esiste un sistema “ufficiale” di certificazione e controllo rispetto ai vini naturali, però i vignaiuoli che si riconoscono in questa realtà in genere aderiscono, come si è detto, ad associazioni che prevedono disciplinari e sistemi di controllo interni. Tra queste possiamo citare Vini Veri, VinNatur, Vini di Vignaioli, ViTe, VAN, Renaissance des Appellations francese e italiana, AVN, Vins SAINS. Molte di queste associazioni organizzano delle fiere dove è possibile incontrare i produttori direttamente.

E il sapore?

Il sapore dei vini naturali è una scoperta. Può essere così intenso e vario, spesso molto diverso da quello a cui sei abituato. Potrai incontrare vini arancioni, cioè bianchi che fanno qualche giorno di macerazione sulle bucce e ne estraggono colore e complessità. Altri potranno apparire un po’ torbidi o con un po’ di deposito perché spesso i vini naturali non sono filtrati (non c’è motivo di filtrare se tutto quello che c’è nel vino buono; quasi sempre la filtrazione ha una mera funzione estetica).

Potrai sentire acidità più spiccate, lievi ossidazioni, sentori più “selvaggi”. Ti capiterà anche di incontrare veri e propri difetti, perché ci sono vini naturali buoni e altri meno buoni, proprio come i vini convenzionali.

Scoprirai moltissimi vitigni locali, alcuni dei quali mai sentiti. L’Italia è il paese con la più alta varietà di uve al mondo, ma l’abbiamo sacrificata nei decenni passati alla dalla moda dei vitigni internazionali (merlot, cabernet, chardonnay…) più prestanti e adattabili.

E preparati a una grande diversità, nei profumi e nei sapori. Perché ogni vino sarà un’espressione del territorio e dell’annata senza mediazioni o correzioni che lo facciano somigliare al gusto già noto al pubblico, a quello prescritto dalle denominazioni o al canone dei sommelier. E anche perché in tutto e per tutto sarà un vino vivo, che evolve costantemente, a volte anche in modo imprevedibile. Alcuni ti piaceranno, altri meno, ed è giusto così.

Dove si trovano i vini naturali?

Non è facile trovare i vini naturali in commercio. Ma su questo possiamo dirti che presto arriveranno importanti novità da parte dell’emporio ae. Ancora qualche settimana di pazienza e ti faremo una nuova, bella sorpresa.

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Un pensiero su “Alla scoperta del vino naturale


  1. È una splendida notizia sapere che l’emporio AE ci darà la possibilità di riavvicinarci al naturale anche nell’ambito dei vini.
    Davvero una grande notizia

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