L’allattamento: non solo nutrizione

Rubrica
Cibo e salute

Chi ben comincia.
L’alimentazione del bambino

di Stefania Bertoni

Il parto

Al termine della gravidanza arriviamo al momento del parto, momento importantissimo dato che il bambino viene a contatto con il mondo esterno, sconosciuto, con odori, rumori, temperatura diversi da quelli a cui era abituato ma soprattutto va incontro ad un brusco distacco dalla mamma.

Possiamo fare qualcosa per aiutare il nostro piccolo in questo momento così stressante?

Anche se nelle realtà ospedaliere non sono sempre presenti ambienti silenziosi, in penombra, caldi ed accoglienti, adatti ad accogliere il nuovo nato, la mamma e il papà possono fornire al reparto un foglio con le richieste che intendono fare al personale sanitario per rendere il momento del parto più rilassato possibile (il piano del parto).

E’ possibile chiedere che il bambino venga lasciato tra le braccia della mamma dopo la nascita, che gli sia concesso il tempo di cui ha bisogno per attaccarsi al seno autonomamente, che la mamma o il papà lo accompagnino a fare il bagnetto e i controlli. Il bambino ha bisogno di sentire la mamma, il suo odore, il battito del suo cuore, il sapore della sua pelle, tutte cose che sono state il suo mondo fino a questo momento. Questo abbraccio tranquillizza il bambino, lo riscalda e lo rassicura.

Ovviamente la situazione migliore è quella del parto naturale, ma anche in caso di parto cesareo, necessario nel caso in cui ci siano delle complicazioni che mettono a rischio la salute della mamma o del bambino, è possibile chiedere che il bambino venga lasciato a contatto con la mamma, e se questo non fosse possibile, almeno con il papà inizialmente, per poi essere comunque dato alla mamma per permettergli di state a contatto con la sua pelle, ritrovare la serenità e attaccarsi al seno autonomamente.

Il colostro

Il primo latte, il colostro, è un alimento importantissimo per il bambino perché contiene molte sostanze indispensabili per la sua crescita e il suo benessere. Viene secreto in piccola quantità nei primi giorni dopo il parto, a sufficienza per il bambino, e mano a mano si trasforma in latte maturo.

Il colostro ha diverse funzioni:

  • Effetto lassativo: aiuta il neonato ad espellere il meconio e dunque anche la bilirubina, prodotta in eccesso alla nascita, prevenendo l’ittero
  • Effetto immunologico: perché ricco in anticorpi
  • Effetto sul microbiota intestinale: perché ricco in sostanze che sono nutrimento per i batteri “buoni”, gli oligosaccaridi, in primis per il Bifidobacterium infantis protettivo per la diarrea.
  • Effetto nutritivo: perché ricco di proteine, vitamine, sali minerali, agenti antiossidanti e fattori di crescita rilevanti sviluppo dei vari organi e apparati del bambino

In questa prima fase, andrebbe assolutamente evitata la somministrazione di soluzioni glucosate o di latte artificiale per calmare il pianto del bambino, che in realtà ha bisogno solo di stare vicino alla mamma, di sentirsi coccolato, rassicurato e di attaccarsi al seno, perché qualsiasi altro liquido somministrato al bambino con il biberon in queste prime fasi influirà negativamente sull’allattamento.

La montata lattea viene infatti stimolata dalla suzione del capezzolo da parte del bambino e in questa fase più il bambino succhia e più la produzione di latte viene stimolata. Qualora il bambino avesse delle difficoltà ad attaccarsi correttamente o a succhiare correttamente, l’aiuto di un’ostetrica o di una consulente professionale in allattamento (IBCLC International Board Certified Lactation Consultant) può aiutare la mamma a superare questo momento di difficoltà.

Tutte le mamme sono in grado di produrre il latte e solamente in pochissimi casi vi è una causa organica alla base della mancata produzione di latte (meno del 5%). Chiedere aiuto può aiutare a superare i primi momenti di difficoltà con innumerevoli benefici sia per il bambino che per la mamma.

Il latte materno

L’OMS e l’UNICEF raccomandano l’allattamento al seno esclusivo, a richiesta, almeno fino al sesto mese che in seguito andrebbe protratto, in abbinamento ad altri alimenti, almeno fino al primo anno e possibilmente fino ai 2 anni o anche oltre fino a che mamma e bambino lo desiderano.

Secondo OMS e UNICEF, l’allattamento al seno per i primi 2 anni potrebbe salvare la vita ogni anno a più di 820.000 bambini di età inferiore ai 5 anni.

Perché il latte materno è così importante?

Il latte materno è un alimento inimitabile e insostituibile, perché da solo risponde perfettamente a tutte le esigenze nutritive e di idratazione del lattante fino al sesto mese di vita, fornendo sia tutti i nutrienti strutturali, essenziali per l’accrescimento, che i nutrienti funzionali:

  • E’ specie specifico in quanto contiene i nutrienti nelle giuste proporzioni per la corretta crescita dei cuccioli delle diverse specie di mammiferi.
  • E’ completo ed equilibrato in quanto contiene tutti i macronutrienti (carboidrati, proteine e lipidi), l’acqua e i micronutrienti (vitamine e sali minerali) di cui il bambino ha bisogno.
  • Si adatta alle esigenze nutrizionali del bambino, adattando la sua composizione ai diversi momenti della poppata, della giornata e della crescita.
  • E’ microbiologicamente sicuro.
  • E’ sempre fresco e alla temperatura ideale.
  • E’ economico ed ecologico.
  • E’ ricco in anticorpi ed immunoglobuline che riducono il rischio di malattie infettive e patologie allergiche.
  • Favorisce la maturazione intestinale.
  • E’ ricco in probiotici e prebiotici che fanno si che il bambino sviluppi una flora intestinale in equilibrio

L’allattamento al seno è importante sia per il bambino, perché lo protegge nei confronti di diverse malattie e riduce il rischio futuro di sviluppare obesità, diabete e malattie croniche intestinali, che per la mamma, perché aiuta a perdere i chili accumulati in gravidanza, diminuisce il rischio di emorragia post-partum, aiuta a prevenire alcune forme di tumore della mammella e del’ovaio e riduce il rischio di osteoporosi.

Perché allattamento a richiesta?

Allattare a richiesta significa assecondare i bisogni del bambino, riconoscendo i segnali che ci invia, ho fame, ho sete, ho bisogno di contatto. Rispettando i suoi stimoli di fame e sazietà il bambino impara ad autoregolarsi. Ricordate che il bambino sta imparando e voi con lui e da lui.

Sarebbe importante che la mamma si prendesse tutto il tempo necessario per stare con il proprio piccolo nei primi mesi ma, qualora per ragioni lavorative dobbiate assentarvi per diverse ore, utilizzate il tiralatte per le poppate quando non ci siete (il latte può essere congelato) e fatevi aiutare dal papà per sostituirvi durante le vostre assenze. Continuate ad allattare al seno al di fuori dell’orario di lavoro, senza passare al latte di formula.

Anche nel caso in cui l’allattamento al seno non fosse proprio possibile, ricordate che quando nutrite il vostro bambino non gli date solo cibo ma molto, molto di più e questo lo possono fare tutte le mamme e anche i papà.

Nel momento dell’allattamento, sia al seno che con il biberon, si instaura uno stretto contatto fisico ed emotivo, carico di emozioni e sensazioni positive. Durante l’allattamento la mamma non nutre solo il corpo del suo bambino ma anche il suo cuore e le sue emozioni, gli dà sicurezza e amore.

Quando allattate siate tutte per vostro figlio, mantenete il contatto visivo, accarezzatelo e soprattutto non fare altre cose. E’ un momento tutto vostro, ovunque siate.

Come deve mangiare la mamma che allatta?

Durante l’allattamento la mamma dovrà continuare a mantenere una dieta sana ed equilibrata, a base di verdura e frutta fresche, cereali integrali, proteine e grassi vegetali. Dovrà limitare zuccheri, caffè e alimenti ricchi di grassi saturi ed evitare superalcolici e fumo. L’acqua non dovrà mancare, cercando di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, così come l’attività all’aria aperta. Più l’alimentazione della mamma sarà varia e più il bambino sarà disposto ad assaggiare e mangiare tutti gli alimenti, verdure incluse.

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