Caccia alla moderazione

di Manuela Martella

La spalla, ovvero l’articolazione gleno-omerale rappresenta il quarto centro motore triassiale, Corposecondo la classificazione delle articolazioni tratta dal lessico dell’Axis Syllabus. Il raggio di abduzione e di adduzione della spalla corrisponde a circa 120°-130°. Il raggio di flessione ed estensione è di 70°-90°, mentre il raggio di rotazione è di 90°-100°. Queste ampiezze rappresentano la “norma” riconosciuta, aldilà della quale lo sviluppo di determinate abitudini comprometterebbe la salute e l’efficienza della nostra articolazione.

Cosa definisce una norma?

Decartes associò la verità del corpo, intesa come “normalità”, alla salute. Cioè, ogni azione che contribuisce alla salute biologica e sociale del nostro corpo sarebbe un comportamento “normale”. Secondo August Compt invece “un tipo normale corrisponde alla quantità di ricorrenza di un fenomeno.”

scheletro-corpoLo studio dello scheletro umano conferma che la spina dorsale, le spalle, le anche, le ginocchia, i polsi, i gomiti e le caviglie si devono muovere in precise direzioni e secondo specifici parametri per conservare forza e salute. Raggiungere ampiezze maggiori nel movimento aldilà dei limiti di tolleranza, comprometterebbe non solo le cartilagini dell’articolazione, ma anche i tessuti coinvolti. La convinzione dell’uomo odierno, che tutto sia possibile tramite un atto di volontà, spesso non trova supporto nella sua predisposizione fisica e mentale. Un equilibrismo precario tra ideale e realtà.

Il concetto della Via di Mezzo nell’ insegnamento buddista trascende il dualismo di gran parte dei sistemi di pensiero e descrive la vita come «una realtà inafferrabile che trascende i concetti di esistenza e non esistenza, manifestando tuttavia le qualità di entrambe». La saggezza o la virtù starebbe allora nella capacità di riconciliare posizioni apparentemente contraddittorie.

Ma come fare?

I nostri tempi esaltano la polarità di appartenenza a diversi stili di vita, classi, credenze, partiti ect. e vedono la libertà nel poter scegliere tra un’opinione piuttosto che un’altra. Mentre saper oscillare intorno al punto di svolta tra due prospettive, tra un’opinione e un’altra, tra virtù e vizio, ci richiede di rimettere in questione le nostre convinzioni, di saper stare nel conflitto, di essere il più feroce difensore e allo stesso tempo il più coraggioso dissacratore delle nostre prese di posizione.

Ammettendo anche che non esiste un corpo-mente uguale a un‘altro, ognuno sarebbe dunque la misura della propria normalità e matrice dei propri criteri. Nel momento del conflitto di opinioni, la sfida sta, prima, nel riconoscere la legittimità di ambo le parti, creando un terreno neutrale in cui convergere, e poi ripartire insieme verso un orizzonte condiviso.

In questa impresa l’oggettività diventa “cugina” dell’empatia nel trasformare i nostri punti di vista, in punti con viste.

Fonti:

Dictionnaire du corps, QUADRIGE/PUF, 2007

La rivoluzione del movimento,The Axis Syllabus, Frey Faust, CASTELVECCHI

In collaborazione con Francesco Mezzanotti