Collaborazione VS Egoismo.

di Jacopo Landi

Perché quando dobbiamo rapportarci con un altro soggetto, soprattutto in ambito economico, cPrisoni sentiamo in una lotta in cui per forza uno dei due deve vincere e l’altro perdere? Ci sono teorie matematiche ed economiche che possono venirci in soccorso.

Quest’argomento è stato più volte oggetto di dibattito e di studio da parte di illustri economisti. Una sua piccolissima parte è rappresentata dal dilemma del prigioniero:

Due sospettati, A e B, sono arrestati dalla polizia. La polizia non ha prove sufficienti per trovare il colpevole e, dopo aver rinchiuso i due prigionieri in due celle diverse, interroga entrambi offrendo loro le seguenti prospettive: se uno confessa (C) e l’altro non confessa (NC) chi non ha confessato sconterà 10 anni di detenzione mentre l’altro sarà libero; se entrambi non confesseranno, allora la polizia li condannerà ad un solo anno di carcere; se, invece, confesseranno entrambi la pena da scontare sarà pari a 5 anni di carcere. Ogni prigioniero può riflettere sulla strategia da scegliere tra, appunto, confessare o non confessare. In ogni caso, nessuno dei due prigionieri potrà conoscere la scelta fatta dall’altro prigioniero.

Prig A / Prig B Confessa Non Confessa
Confessa 5 , 5 0 , 10
Non Confessa 10 , 0 1 , 1

 

È facile intuire che la soluzione migliore (se fosse possibile concordarsi) sarebbe quella di non confessare entrambi, ma i prigionieri non possono comunicare, e anche se potessero farlo, come posso fidarmi dell’altro?

Per non scendere troppo nei particolari giungeremo direttamente alla soluzione: Nonostante l’ottimo di Pareto (ovvero una condizione nelle quale tutti i soggetti partecipanti vi guadagnano) sia rappresentato dalla soluzione in cui entrambi non confessano, i due prigionieri “opteranno” per la soluzione confessa/confessa, meglio noto come Equilibrio di Nash.

Si è visto infatti come esso rappresenti una situazione nella quale nessun agente razionale ha interesse a cambiare strategia e come sia il frutto della scelta, da parte di tutti i giocatori, della propria strategia dominante. L’equilibrio di Nash rappresenta quindi la situazione nella quale il gruppo si viene a trovare se ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé, cioè mira a massimizzare il proprio profitto a prescindere dalle scelte degli avversari. Tuttavia, non è detto che l’equilibrio di Nash sia la soluzione migliore per tutti. Infatti, se è vero che in un equilibrio di Nash il singolo giocatore non può aumentare il proprio guadagno modificando solo la propria strategia, non è affatto detto che un gruppo di giocatori, o, al limite, tutti, non possano aumentare il proprio guadagno allontanandosi congiuntamente dall’equilibrio. Analogamente, il risultato migliore per tutti può non essere un equilibrio.

 

 

Dovrebbe quindi essere abbastanza chiaro come siamo portati a scegliere ciò che è meglio per noi. Trovano quindi un’ovvia risposta per traslazione (non significa che sia razionale o giusta) a tutte le domande relative a tanti argomenti economici e non. Dalle recenti trattive Grecia-BCE, alla corruzione negli appalti pubblici, tanto per fare degli esempi. Non a caso quest’esempio è utilizzato per “spiegare” la situazione tra USA e URSS durante la guerra fredda.

Chiaramente quanto detto non spiega tutte le logiche che guidano e portano alle scelte, sarebbe una semplificazione troppo profonda della realtà dei fatti. Vuole essere piuttosto una metafora ed uno spunto di riflessione… Questi meccanismi “lavorano” sempre, che lo si voglia o no; ed applicandoli, per quanto possibile alla vita quotidiana, ti improvvisi economista e stratega nel tuo piccolo, ma questo potrebbe evitarti sorprese che non saranno più inaspettate, nell’ambito delle negoziazioni, di qualsiasi natura esse siano.

Fonte:

Wikipedia