Il colon irritabile: un approccio globale per stare meglio

Rubrica
Cibo e salute

Il colon irritabile e l’alimentazione

di Stefania Bertoni

Il colon irritabile o più propriamente la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è un disturbo funzionale cronico dell’intestino che si manifesta con fastidio o dolore addominale, gonfiore, meteorismo, stitichezza o anche,
al contrario, diarrea a cui si può associare anche stanchezza o debolezza.

Si tratta di un disturbo eterogeneo, abbastanza diffuso, la cui sintomatologia è variabile per tipologia, frequenza e gravità. In Italia circa il 10% della popolazione soffre di questa patologia, che sembra colpire
più frequentemente il sesso femminile rispetto a quello maschile, con un tasso più alto di prevalenza dai 20 ai 50 anni.

L’eziopatologia dell’IBS è multifattoriale: intervengono familiarità (componente genetica) e stimoli ambientali quali alimentazione e stile di vita con una conseguente alterazione dell’ecosistema intestinale .
Una delle cause principali dell’IBS sembra essere l’ansia e, anche se a tutt’oggi non si sa esattamente quale sia la correlazione tra loro, diversi studi hanno mostrato che queste 2 patologie sono presenti
contemporaneamente.

Dato che sulla componente genetica non possiamo intervenire, quello che possiamo fare è agire su alimentazione, stile di vita, ed ecosistema intestinale in modo da risolvere i sintomi nel breve termine, ma soprattutto,  ridurre i fattori causali che li cronicizzano.

Alimentazione:
L’intervento dietetico iniziale è volto soprattutto a risolvere i sintomi e consiste essenzialmente dell’eliminazione dalla dieta per un primo periodo degli alimenti ricchi in Fodmap (Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Mono-saccharides and Polyols).  Questi  zuccheri, una volta digeriti, restano nell’intestino richiamando acqua e la loro sovra-fermentazione causa gonfiore, dolore alterazione dell’alvo. Anche se questo tipo di dieta andrebbe comunque impostata da uno specialista in modo da poter garantire efficacia e adeguatezza nutrizionale, vediamo quali sono gli alimenti che andrebbero evitati o limitati al massimo, in quanto più ricchi questi zuccheri:

  • Latte e derivati: formaggi freschi, yogurt, gelato, creme
  • Cereali contenenti glutine
  • Dolcificanti dietetici (caramelle, Chewinggum, bibite dietetiche)
  • Legumi
  • Bibite gassate, birra, succhi di frutta, caffè d’orzo.
  • Alcune verdure: Asparagi, cipolla, aglio, porri, barbabietola, cavoletti di Bruxelles, cavolo, cavolo verza, mais dolce, sedano, bietole e cicoria, funghi, carciofi.
  • Alcuni tipi di fratta: ciliegie, castagne, prugne, pesche, mele, pere, anguria, fichi, albicocche, datteri, mango
  • Frutta secca o disidratata: pistacchi, anacardi, noci, fichi secchi, datteri, prugne.
  • Miele, cioccolato

Alimenti consentiti:

  • Cereali senza glutine e derivati (riso, miglio, grano saraceno, quinoa, avena)
  • Formaggi stagionati
  • Latte di riso, di avena o di mandorla
  • Pesce, carne, uova
  • Verdure: tutte ad eccezione di quelle indicate sopra
  • Frutta: agrumi, banane, uva
  • Mandorle in quantità limitata

Ovviamente questa dieta non potrà essere protratta più di qualche settimana e per ognuno dovrà essere fatta una dieta personalizzata sulla base della tipologia dei sintomi e delle risposte individuali nei confronti di questo o quell’alimento.

Stile di vita
Oltre all’alimentazione è importante cercare di seguire alcune regole che possono migliorare la sintomatologia:

  • Tenere un diario alimentare (serve per capire quali alimenti possono creare più fastidi) almeno per il primo periodo
  • Evitare pasti troppo abbondanti o lunghi periodi di digiuno
  • Mangiare lentamente e masticare molto. Evitare di mangiare in piedi o lavorando.
  • Bere molto durante l’arco della giornata
  • Aumentare/ridurre l’apporto di fibre in base al profilo sintomatologico
  • Fare attività fisica regolare e possibilmente una passeggiata dopo i pasti.

E’ importante inoltre cercare di ridurre le fonti di stress o, se non possibile, di praticare meditazione o mindfulness  o altre attività che aiutino a gestire l’ansia e lo stress. Anche la fitoterapia ci può essere di aiuto attraverso l’utilizzo di piante officinali utili nella gestione dello stress e dell’ansia

Equilibrio dell’ecosistema intestinale

Dato che esiste una grande variabilità individuale nel quadro sintomatologico di questa sindrome, non esiste un’integrazione che va bene per tutti. Questa deve essere personalizzata e messa a punto di volta in volta da professionisti della salute, medici o nutrizionisti.

L’integrazione deve comunque essere rivolta a ripristinare l’ecosistema intestinale correggendo eventuali disbiosi e,  nel caso in cui sia alterata, normalizzando la permeabilità intestinale.

Tra i vari integratori che possono essere impiegati, ricordiamo:

  • Probiotici specifici per il riequilibrio della flora batterica
  • Integratori a base di L-glutammina, calcio butirrato o Pistacia lentiscus per l’integrità della parete intestinale
  • Vitamina D, Omega 3, Zinco, Magnesio
  • Integratori a base di Boswelia serrata per ridurre l’infiammazione

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