Conosci la storia dell’ambientalismo?

di Michele Altomeni

Cambiamo la storia” è lo slogan de l’emporio ae fin dalla sua apertura nel 2010. Sappiamo che cambiare la storia è anche il tuo obiettivo ogni volta che fai le tue scelte di consumo sostenibile. 

Oggi l’attenzione per l’ambiente sembra essere ampiamente condivisa, anche se c’è ancora molto da fare per renderla concreta. Non dobbiamo però dimenticare che questa sensibilità è frutto di un lungo cammino e dell’impegno di tante persone che hanno fatto la storia dell’ambientalismo anche quando la corrente andava in tutt’altra direzione. 

Per questo abbiamo pensato di ripercorrere questa storia. Rendere omaggio a persone e gruppi a cui dobbiamo molto, iniziando a raccontare una storia dell’ambientalismo. Ma ci piacerebbe non farlo da soli. Ti invitiamo a partecipare e a farne un racconto collettivo. Puoi farlo attraverso lo spazio dedicato ai commenti, sia sul sito che su Facebook, oppure puoi scriverci a progetti@coopgerico.com. Arricchisci quello che scriviamo, aggiungi il tuo sapere e la tua esperienza. Sarà un bel viaggio e una bella storia da fare assieme.

Come ogni storia, ha bisogno di un inizio. Scegliere l’inizio di una storia è sempre una forzatura, perchè nessuna storia, neanche la Genesi, nasce dal nulla. 

Facciamo finta che la nostra storia cominci quando l’umanità ha iniziato a coltivare la terra, ad allevare gli animali e a diventare stanziale. Molti storici ritengono che prima di questo passaggio epocale, l’essere umano fosse completamente inserito nei cicli della natura. 

In quel momento qualcosa si è spezzato e l’umanità ha vissuto uno dei passaggi che ogni essere umano ripete nella sua vicenda personale. Nell’infanzia dipendiamo dalla figura materna, nel bene e nel male. Poi arriva il punto in cui cominciamo ad affermare la nostra autonomia, passando anche attraverso il rifiuto ed il conflitto. La “scoperta” dell’agricoltura è stato un passaggio di quel tipo, un tentativo di sfuggire alla dipendenza e di “fare da soli”. Poco a poco l’essere umano ha instaurato un rapporto di dominio, in maniera più o meno marcata e più o meno violenta a seconda dei popoli, delle culture e delle fasi storiche.

Questa trasformazione ha portato con sè l’introduzione della proprietà privata, la selezione delle sementi e delle specie animali, la specializzazione nei ruoli e quindi la divisione in classi sociali.

I conflitti e la violenza c’erano già, ma a quel punto hanno iniziato a strutturarsi in guerre e conquiste di tipo imperialista. Altra conseguenza di questo passaggio è stato l’aumento della popolazione.

Per alcuni millenni questo processo non ha generato particolari problemi ambientali, ma arriviamo all’età classica e troviamo già traccia della piena consapevolezza della perdita di fertilità del terreno a causa dell’eccessivo sfruttamento. 

La necessità di nuovi terreni da coltivare e di legno per i suoi vari utilizzi (combustibile, materiali da costruzione ecc.) ha determinato una deforestazione a ritmi crescenti ponendo forse per la prima volta l’uomo davanti ai limiti ambientali. Si ritiene, ad esempio, che la fine della civiltà dell’Isola di Pasqua sia dipesa dall’eccessivo sfruttamento delle foreste, e che questa sia stata anche una delle cause della fine dell’Impero Romano.

Con la nascita dei problemi ambientali, nascono le prime forme di ambientalismo. La storia dell’umanità presenta popoli, personaggi, culture e aspetti della religione e del costume che hanno nel tempo manifestato istanze “ecologiche” come reazione al manifestarsi di problemi e preoccupazioni. 

Storie di contestazioni ambientali, soprattutto legate a forme di inquinamento, anche con processi e condanne, si trovano ad esempio nel Medioevo, ma sicuramente ce ne sono di precedenti, ad esempio nella civiltà cinese e islamica.

Di tutto questo ci occuperemo nelle prossime puntate.

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Un pensiero su “Conosci la storia dell’ambientalismo?


  1. Mi sono accorto solo ora di questa “storia” e sono tornato indietro per leggere le puntate che mi sono perso.
    Trovo l’iniziativa interessante, fondamentale e formativa per potersi fare un’idea di come una questione come quella ecologica che diamo per scontato (forse troppo scontato dato che come si spiega nell’articoletto, la cosa più difficile è passare ai fatti) sia comparsa nelle nostre vite, trasformandosi (per mano unicamente nostra) da una modalità di dominio sulla natura ad una possibile nemesi del genere umano, se non altro.

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