La Crisi – Pane amore e Sophia

RUBRICA | Pane Amore e Sophia di Frida Neri

“quando inizia una crisi è un po’ tutto concessocrisi
quasi come a carnevale
quando è in corso una crisi dimentico tutto
e posso farmi perdonare

so che rimarrò un po’ assente da scuola
e forse non andrei nemmeno al lavoro

molto spesso una crisi è tutt’altro che folle
è un eccesso di lucidità”

Blu Vertigo
 

La crisi. Parola-spauracchio, capro espiatorio, giustificazione di moda a molti fenomeni che hanno tutt’altra causa; sicuramente la crisi non è una bella cosa. Per come ci appare, per come viene appunto descritta.

Eppure – come sempre diciamo eppure – il significato prezioso nascosto nella sua radice è molto diverso. Dal greco “Krisis“, che tiene a “Krino”: separo, da cui decido. Ancora più interessante è il suo attenersi al linguaggio medico, nell’ambito del quale raffigura il momento decisivo, appunto: la sottile linea da cui o il fenomeno si risolve o si aggrava. E se trasponiamo questo significato al contesto attuale e al modo in cui si usa il termine, vediamo che il risultato non cambia: siamo nel momento in cui la malattia (il modello consumistico e materialista che ci caratterizza da non così tanto tempo) o migliora, risolvendosi, o peggiora portando a termine la vita che la ospita.

Ecco, noi siamo su questo sottile punto e dopo decenni di sbornia da mito dello sviluppo, possiamo allargare lo sguardo e decidere da che parte stare…