Cucinando s’impara… la frutta secca

RUBRICACucinando… si impara” di Danilo Caporaletti

LA FRUTTA SECCA

frutta secca

Mi piace scrivere articoli raggruppando gli alimenti per categorie. Per questo, oggi introduco una classe di alimenti spesso considerati da evitare perché molto calorici, e che invece rappresentano dei veri e propri integratori naturali: la frutta secca.

Da un importante studio condotto per ben 30 anni, emerge che le persone che consumano almeno una manciata di noci al giorno, hanno una mortalità inferiore del 20 per cento rispetto a quelle che non ne assumono affatto. Questo è quanto suggeriscono gli scienziati del Dana-Farber Cancer Institutedi Brigham e Women Hospital e della Harvard School of Public Health. Il loro rapporto, pubblicato sul New England Journal of Medicine, contiene un’ulteriore buona notizia: coloro che hanno mangiato regolarmente frutta secca (noci, mandorle, nocciole, arachidi, non tostate, né zuccherate, né salate) sono maggiormente in normopeso rispetto a coloro che non ne hanno mangiato; questa è un’ulteriore conferma che sfata il falso mito secondo cui mangiare frutta secca aumenta il rischio di sovrappeso. Ovviamente è importante consumarla entro determinate quantità e nei giusti momenti della giornata: ideale ad esempio a colazione e/o negli spuntini.

La relazione ha anche esaminato l’effetto protettivo sulle cause specifiche di morte; in particolare una riduzione del 29 % delle morti per malattie cardiovascolari, e dell’11 % del rischio di morte a causa di malattie tumorali.

Altri studi precedenti hanno inoltre mostrato un’associazione tra aumento del consumo di frutta secca e un minor rischio di malattie cardiache, diabete di tipo 2, tumore al colon, calcoli biliari e diverticolosi. Un maggiore consumo di frutta da guscio è stata anche correlata alla riduzione dei livelli di colesterolemia, stress ossidativo, infiammazione, adiposità  e insulino-resistenza.

Dai vari studi non è emerso quale sia la frutta secca più benefica; comunque un’assunzione regolare e moderata, pari a circa 30 grammi al giorno, delle diverse varietà è in grado di abbassare il rischio di mortalità. Ovviamente, contenendo questi alimenti un’importante percentuale di grassi, di ottima qualità, tale assunzione deve tener conto degli altri alimenti assunti nell’arco della giornata e nel singolo pasto, per evitare un eccesso di lipidi e di calorie.

Nei prossimi articoli entrerò nel dettaglio, parlando ogni volta di un frutto diverso, ovviamente con ricetta dedicata. In particolare la prossima volta parlerò delle mandorle.

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