Econometicamente – Immigrati: tra leggende e verità

rubrica ECONOMETICAMENTE di Jacopo Landi

immigratiGli immigrati sono l’argomento del momento, è palese, dagli articoli dei giornali e telegiornali, alle dichiarazioni dei nostri politici sia nelle conferenze stampa che nei salotti dei talk show. Troppo spesso però si cerca di cavalcare l’onda  piuttosto che dare un parere costruttivo o un’informazione (ogni riferimento a Salvini, Maroni, & co. è puramente casuale). Quindi ho cercato di raccogliere quelle che sono le domande e le tesi più comuni, che vengono sostenute, per spiegarle nel modo più chiaro e semplice possibile.

“EMERGENZA IMMIGRATI” – “STOP INVASIONE”.
Secondo l’Unhcr, tra gennaio e aprile del 2015 sono arrivati in Italia 26.165 migranti, mentre negli stessi mesi del 2014 ne erano arrivati 26.644, quindi sono diminuiti negli ultimi anni, a motivo della crisi economica: per fare fare un altro esempio, nel 2013 sono stati 307 mila, 43 mila in meno rispetto al 2012. Non sono aumentati gli arrivi, ma le morti in mare, purtroppo.

“QUANTO MI COSTATE, IMMIGRATI!!! E IO PAGO!!”

Determinare il costo esatto non è semplice, faccio riferimento ai dati dello Sprar – Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati. In media un richiedente asilo o un rifugiato in un centro della rete Sprar costa 35 euro al giorno. I vari centri si finanziano con fondi statali in cui confluiscono anche sovvenzioni europee vincolate all’accoglienza. Quindi, l’Italia spende attorno ai 2,6 milioni di euro al giorno per l’accoglienza degli immigrati.
“Ma attenzione: questi soldi non vanno agli stranieri”, chiarisce Daniela Di Capua, direttrice del Servizio centrale dello Sprar. “Con questo finanziamento si pagano gli affitti dei centri, i servizi e soprattutto i dipendenti. Ai richiedenti asilo si danno solo 2-2,5 euro al giorno”. È falso dire che l’Italia dà 35 euro al giorno a ogni migrante. Lo stato finanzia le tante persone che lavorano nell’accoglienza: dipendenti dei centri, mediatori culturali, insegnanti di lingua, operatori sociali, chi si occupa del servizio mensa o delle pulizie.

“GLI IMMIGRATI INTASANO LE NOSTRE CITTA’ E I SERVIZI PER I CITTADINI!!”immigrati(2)

A parte quanto già spiegato abbondantemente da altre fonti (l’86 per cento dei rifugiati è accolto nei paesi in via di sviluppo), la maggior parte di loro transita e cerca di oltrepassare le Alpi. Dei 170 mila sbarcati nel 2014 soltanto 7 mila hanno chiesto asilo in Italia. Per esempio a Milano, su circa 60 mila profughi transitati negli ultimi due anni, ne sono rimasti 200.

Infine per rispondere a certe dichiarazioni (illegittime): le regioni non hanno l’autorità per tagliare i fondi da dividere tra i comuni rivolti all’accoglienza, in quanto la materia è di competenza del Governo centrale.

Quindi alla fine di questo discorso mi chiedo: ma se non li manteniamo a nostre spese, se la stragrande maggioranza di loro non rimane qui, e se il loro numero è in calo, qual’è il problema? Non saremo ancora fermi al colore della pelle, alla religione e alla lingua…Spero di No (ma forse è così).

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