New economy – Foreign fighters dell’ISIS

Foreign 2di Michele Altomeni

Ho 19 anni, i miei genitori sono immigrati in una grande città europea in cerca di fortuna, non vi dirò quale. Io ero piccolo, ricordo appena. Di fortuna in casa mia ne ho vista poca. I miei dicono che quando sono arrivati non se la passavano male, facevano lavori umili, ma a loro andava bene. Poi è giunta la crisi, hanno perso la loro occupazione ed abbiamo iniziato a vivere di espedienti.

Sono cresciuto imparando un po’ alla volta a ricambiare l’odio e il disprezzo che vedevo negli occhi dei miei coetanei bianchi. Ho imparato bene. Per un po’ ho provato invidia per tutto quello che loro avevano e io no, ma poi ho capito che quello che loro hanno, cioè che voi avete, non è niente di buono. Siete schiavi della vostra roba, non credete in niente se non nei vostri soldi e nelle cose che ammassate in casa. Ho capito che non ero come voi. Volevo credere in qualcosa ed ho riscoperto le mie radici, la mia cultura, la mia religione.

Devo parlare del mio lavoro, giusto? Bene, voi lo chiamereste terrorismo. I più sofisticati usano il termine “Foreign fighter”. Io lo chiamo fede. Il mio lavoro è fare la volontà di Dio, l’unica cosa per cui valga la pena di vivere…. e di morire. Il mio lavoro l’ho trovato su internet. Cercavo risposte. Cercavo speranze. Le ho rinvenute in alcuni siti di fede. E ho trovato i contatti giusti. Per qualche mese ho fatto i lavori più merdosi per mettere da parte i soldi che mi servivano per il viaggio. Il peggiore è stato quello schifoso fast food, ma non c’era molto da scegliere. Ai miei ho detto che volevo tornare in patria a trovare i nonni. Una volta là sono entrato in un gruppo combattente che mi ha addestrato.

Non posso dirvi a quale operazione sto lavorando, ma ne leggerete sui giornali nei prossimi mesi. A meno che non siate troppo vicini al luogo in cui l’operazione avverrà!

Ho fatto questa scelta perchè credo nel “Califfo Ibrahim” che sta restituendo una speranza al nostro popolo oppresso e martoriato.

ForeignNon vi interessavate molto della nostra gente quando, per secoli, l’avete sfruttata e schiavizzata, quando avete cercato in ogni modo di inculcarci le vostre perversioni sradicandoci dalla nostra cultura. Ci avete invaso con gli eserciti, e poi con le vostre merci, e con le vostre abitudini. Ci avete corrotti alternando violenza e persuasione, occulta o meno. Ci avete rubato le risorse, e la forza delle nostre braccia. Ora state scoprendo che sotto le vostre bombe c’erano esseri umani. C’era un popolo. E che alla lunga i popoli si stancano di subire, si raccolgono sotto una bandiera e reagiscono. Ora vi stupite. E vi scandalizzate guardando le decapitazioni su internet. Dimenticate però di chiedervi cosa hanno fatto alla nostra gente le persone che decapitiamo. Non erano in vacanza, erano sul nostro suolo a perpetrare altri soprusi verso la nostra gente.

Ora cominciate ad avere paura sul serio, perchè vi siete accorti che non siamo più carne da macello in un mattatoio lontano, ma siamo in mezzo a voi, sul vostro stesso sedile della metro, o qualche tavolo più in là al ristorante. E comincia ad unirsi a noi anche qualche vostro figlio.

Se oggi siamo uniti in una grande battaglia contro la vostra civiltà infedele lo dobbiamo in gran parte a voi stessi, ai vostri governi ed ai vostri eserciti. Durante la guerra fredda avete insediato e sostenuto dittatori che rispondevano ai vostri ordini. Caduto il Muro avete eliminato quelle marionette per imporre le vostre democrazie corrotte. Il prezzo delle vostre guerre lo ha pagato la nostra gente. Ma ora non intende più subire né i vostri dittatori né le vostre democrazie. I vostri dittatori non professavano la vera fede, erano apostati al vostro servizio e facevano vivere il popolo nell’inganno. Ora che li avere eliminati, le vostre ridicole democrazie non riescono più ad arginare la verità, e la verità si sta imponendo. Guardate l’Irak, guardate la Libia, ma guardate ovunque, perchè ovunque i popoli islamici stanno ritrovando la fede, e metteranno fine alla vostra tirannia attraverso la guerra santa.

arms_1Meritate di soccombere anche perchè siete stupidi. Piangete i vostri morti, ma non vi chiedete mai chi ha prodotto e venduto le armi che usiamo. Perchè per voi quelli sono affari, e di fronte ad un po’ di soldi siete pronti a vedere sterminati i vostri fratelli. Il corpo di Gheddafi era ancora caldo quando l’inviato di un vostro giornale, entrato nel suo bunker, scriveva:

“Nelle stanze adibite ad arsenali militari ci sono le scatole intatte e i foderi di migliaia tra pistole calibro 9 e fucili mitragliatori, tutti rigorosamente marca Beretta. A lato, letteralmente montagne di casse di munizioni italiane”.

Armavate il regime, e allo stesso tempo armavate gli oppositori. Avevate trovato la gallina dalle uova d’oro. Ogni guerra è un grande affare. Ma alla lunga si paga tutto… Anche le armi della jihad sono roba vostra. Ottimo materiale, dovete esserne orgogliosi! Voi non lo sapere, ma io sono informato: su un totale di 2,1 miliardi di euro di esportazioni autorizzate dal governo italiano (lasciamo perdere quelle non autorizzate!), oltre un terzo (709 milioni) sono andate in Medio Oriente e in Nord Africa. Sono le armi che uccidono i nostri ragazzi, ma saranno anche le armi che uccideranno i vostri.

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Mi diverto molto a leggere i vostri giornali. Trasudano paura, e quella paura è metà della nostra vittoria. Del resto è questo lo scopo di quello che chiamate terrorismo, generare terrore. Il mio popolo ha inventato i numeri e il vostro li ha copiati, ma non avete ancora imparato a leggerli, altrimenti vi accorgereste che quello che chiamata terrorismo fa meno morti dei botti di Capodanno. Ma è un bene che non ve ne rendiate conto e che vi sentiate accerchiati. Tanto più perchè la minaccia è invisibile, non sapete dove andarla a scovare. Io sono vestito come i vostri figli, esco insieme a loro la sera, lavoro al loro fianco. Forse, vostro figlio, è un mio fratello di armi e voi non lo sapete. I vostri regimi prosperano da sempre sulla vostra paura, e voi li nutrite a dovere. I vostri regimi sono nostri nemici, ma anche nostri alleati. Ve lo dicevo prima, è grazie a voi che stiamo gettando le basi per un grande stato islamico che sancirà la vostra definitiva sconfitta. Con il mio lavoro non potrò fare grandi danni materiali, morirà qualche persona, salterà qualche edificio, ma il prodotto finale è la vostra paura, il presupposto della vostra sconfitta.

Ad ogni modo, questa è una rubrica sulla ricerca di nuovi lavori. Quello che posso dirvi, è che di lavoro come il mio ce n’è, si guadagna bene, e le gratificazioni sono tante. La morte è uno dei rischi del mestiere, ma la ricompensa è eterna.

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