Impresa-corpo – Andare a piedi

Andare-a-piedidi Manuela Martella

Camminare potrebbe essere l’azione più ripetitiva che svolgiamo. Eppure, camminare nel contesto contemporaneo può richiamare una certa nostalgia.

Dal mezzo principale di spostamento, la camminata è diventata oggi o un passatempo popolare o una via crucis tra il posto di lavoro e il mancato parcheggio. D’altronde Fédéric Gros, come altri, propaga il camminare come filosofia di vita da riscoprire, dalla passeggiata, all’escursione, alla scampagnata, al trecking, al pellegrinaggio, in campagna come in città.

Per camminare un bambino una volta in piedi deve rimettere in gioco l’équilibrio precario appena conquistato. I bambini istintivamente sviluppano delle soluzioni motorie efficaci ed intelligenti. Passati poi i primi anni d’infanzia, tendiamo a considerare come concluso il processo di evoluzione motoria, ritenedola un’esperienza acquisita che generalmente non rimettiamo più in questione, ne da adolescenti, ne da adulti. Ma l’esplorazione del movimento ha davvero un limite?

Lo sbilanciamento sollecita il passo e noi ci affidiamo alla memoria del nostro corpo che innesca un processo di forze contrapposte e simultanee. Uno svolgersi perpetuo di propulsione, caduta e ricezione. Camminare diventa un’esperienza di stabilitá dinamica costituita da innumerevoli disequilibri.

Camminare, un gesto comune e allo stesso tempo estremamente singolare. È sempre più riconosciuto, che il corpo, la nostra postura e il nostro modo di muoverci é un diario su cui la nostra vita lascia la sua traccia. Vissuti, emozioni, abitudini, persino tratti caratteriali possono manifestarsi nella nostra andatura. Purtroppo, cattive abitudini si ripercuotono spesso e volentieri in effetti ritardati dolorosi nelle varie parti del corpo.

Ma, purtroppo o per fortuna … ?

Le fasi d’appoggio del piede, la traiettoria del peso, il sistema ricettivo e propulsivo del piede, l’allineamento delle ginocchia, del bacino, della spina dorsale … la complessità può lasciarci sbalorditi, per cui ricercatori del movimento come Frey Faust hanno elevato il camminare ad una vera e propria arte.

Il 29 Aprile 2015 festeggiamo la Giornata mondiale della danza. La ricerca che svolge il danzatore e il coreografo si colloca spesso sulla soglia che distingue un movimento detto „naturale“ da quello „creativo“. Ma cos’è un movimento naturale?

Questo vuole essere un appello a divertirci di più coi nostri modi di camminare. Sciogliamo i nostri schemi. Giocando prendiamo consapevolezza della loro esistenza. Osserviamo con ironia anche quelli degli altri, ripetiamoli, amplifichiamoli, sottolineamoli, esageriamoli.

Alla fine … cosa rischiamo?

Fonti:

Histoires de gestes

Dictionnaire du corps

A piedi, la filosofia del camminare

The Axis Syllabus, Frey Faust

In collaborazione con Francesco Mezzanotti