La moria delle api e il miele contraffatto

Una trasmissione Rai che amiamo molto, e che parla spesso dei temi che ci stanno più a cuore è “Indovina chi viene a cena”, sui Rai Tre.

In una recente puntata si è occupata di due problemi molto seri relativi al miele: la tragica moria delle api e la sempre più frequente contraffazione del prodotto.

Se non l’avete fatto vi consigliamo di vedere la puntata. Altrimenti, più sotto, potete leggere la nostra sintesi.

Dal documentario emerge che il miele è il terzo prodotto più contraffatto al mondo. Questo perchè è abbastanza facile sofisticarlo, ad esempio aggiungendo sciroppi di mais o riso, oppure fruttosio o glucosio.

Nonostante i controlli non è sempre facile individuare le frodi, anche perchè il 40% del miele consumato in Europa arriva dalla Cina e spesso sono le stesse imprese importatrici a rimanere truffate.

In altri casi invece sono complici. Infatti, se il miele europeo costa sui 6 € al kg, quello cinese costa circa un terzo, 2 €, mentre il fruttosio, sempre di origine cinese, costa appena 50 centesimi. Si può ben comprendere quanto possano accrescere i profitti queste sofisticazioni, ovviamente non dichiarate in etichetta.

L’altro tema trattato dal programma è la moria delle api, uno dei problemi ambientali che sollevano maggiori preoccupazioni. 

Il problema ha ripercussioni dirette sugli apicoltori, ma anche sulle aziende agricole in generale, dato che la scarsità di insetti impollinatori riduce le rese. 

Un aspetto inquietante è che, invece di indagare le cause del problema e cercare di risolverlo, l’agroindustria e certi centri di ricerca si accontentino di intervenire sulle conseguenze. 

A questo proposito è  già abbastanza diffusa la commercializzazione di alveari “usa e getta”. Si tratta di arnie di api o bombi, senza regina, che vengono portate nei pressi delle coltivazioni. Gli insetti, per un paio di settimane, svolgono il loro lavoro di inseminazione, poi vengono letteralmente “smaltiti”.

Ancora più inquietanti e assurdi i progetti di ricerca per lo sviluppo di api robot. Insetti meccanici che in prospettiva dovrebbero svolgere il ruolo delle api. Questa non è ancora una soluzione disponibile in commercio, ma la dice lunga sull’approccio dominante rispetto ai problemi ambientali.

Rispetto alle cause della moria invece non ci sono più molti dubbi. Principali indiziati sono i pesticidi e i diserbanti, utilizzati in maniera sempre più massiccia in agricoltura, come il glifosato. 

Il servizio giornalistico spiega chiaramente come ancora una volta la soluzione stia nell’agricoltura biologica. Non solo per la salute delle api, ma anche per quella dei consumatori. Basti pensare che uno studio condotto in Francia ha dimostrato come il consumo di prodotti biologici riduca sensibilmente il rischio di tumori.

Particolarmente interessante è il modello collaborativo sviluppato fra produttori biologici, là dove gli apicoltori portano le proprie arnie sui terreni dei coltivatori, così da ottenere miele biologico e allo stesso tempo contribuire all’impollinazione delle piante.

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