La tratta di esseri umani

tratta-esseri-umanidi Michele Altomeni

Lo scorso 8 febbraio è stata la prima “Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale. Potrebbe sembrare una questione da libro di storia, ed invece è quanto mai attuale e drammatico.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che sono 21 milioni le persone che lavorano in condizioni di schiavitù. Di questa, 9 milioni sono finite in questa condizione passando attraverso una migrazione. Le Nazioni Unite stimano in 32 miliardi di dollari all’anno il giuro d’affari della tratta di esseri umani. Sarebbe il terzo “settore economico” più redditizio, dopo il traffico di armi e quello di droga.

Per le donne, la schiavitù riguarda molto spesso il mercato del sesso. Molte ragazze arrivano in Europa convinte di venire a studiare o a trovare un lavoro, sulla base di promesse da parte di organizzazioni senza scrupoli che organizzano il viaggio. Una volta arrivate a destinazione scoprono di essere in balia di criminali che le costringono a prostituirsi attraverso minacce e violenze, o anche usando il potere coercitivo di credenze religiose.

I costi del viaggio per la migrazione rappresenta spesso il primo debito delle ragazze nei confronti dell’organizzazione criminale, a cui se ne sommano poi altri per il vitto, l’alloggio, le pratiche amministrative, la protezione. Si tratta speso di decine di migliaia di euro che dovranno essere ripagati attraverso il lavoro in strada. Anni e anni in condizione di schiavitù.

NEWS_111703Le organizzazioni che gestiscono la tratta possono contare anche su un “aiuto” da parte delle attuali leggi sull’immigrazione. Le ragazze che arrivano in Italia fanno domanda per ottenere lo stato di rifugiate, dopodichè escono dai centri di identificazione ed espulsione in attesa dell’esito, ma a quel punto vengono intercettate dalla rete criminale e spariscono.

Ovviamente tutto questo non ci riguarda. Non ha nulla a che fare con gli squilibri dell’economia internazionale e con il sistema economico che continua ad opprimere ed impoverire gran parte del pianeta a beneficio di pochi. Nulla a che vedere con la cultura dei consumi sfrenati che trasforma ogni cosa in merce, comprese persone, bambini… interi, o venduti a pezzi nel mercato degli organi. Non c’entra con i muri eretti ai confini dell’impero, muri che non possono reggere, e che crollano visibilmente insieme all’impero tutto. Anzi, tutto sommato, la tratta è un modo come un altro per far girare l’economia e ridurre lo spread.

Per saperne di più, le pagine sulla tratta del Gruppo Abele

Definizione di tratta in base al “Protocollo delle Nazioni unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani, in particolar modo donne e bambini”

“Reclutamento, trasporto, trasferimento, l’ospitare o accogliere persone, tramite la minaccia o l’uso della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o ricevere somme di danaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra a scopo di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o i servizi forzati, la schiavitù o pratiche analoghe, l’asservimento o il prelievo di organi”.