Le radici di Contatto: Cooperativa I Talenti, oltre il volontariato

Il primo aprile è iniziata l’avventura della Cooperativa Sociale Contatto (non lo sapevi? Leggi qui!), nata dalla fusione delle cooperative sociali Gerico e I Talenti. Abbiamo chiesto ai primi presidenti di queste due cooperative, Fabio Bilancioni e Giorgio Magnanelli di ripercorrerne la storia, perchè ognuno di noi è la propria storia, e per conoscere meglio Contatto, dobbiamo conoscerne le radici. Ecco l’articolo che ha scritto per noi Giorgio Magnanelli su I Talenti.

di Giorgio Magnanelli

Nel lontano 2003, insieme ad un gruppo di amici che, qualche anno prima, aveva dato vita all’Associazione Banca del Gratuito, si è iniziata a sentire l’esigenza di andare oltre il volontariato, per costruire un soggetto in grado di dare “dignità” al lavoro: segnatamente una cooperativa sociale di tipo b, il cui scopo – come noto – è proprio quello dell’inclusione lavorativa. Dopo una serie di incontri ed approfondimenti, la sera del 23 novembre 2003 è stato approvato il documento che conteneva le linee guida del progetto di cooperativa sociale e il 24 marzo 2004 è stata costituita, con la partecipazione di 38 soci fondatori, la Società Cooperativa Sociale I Talenti. Ho assunto la presidenza per i primi tre mandati fino al 2013, anno in cui ho passato il testimone a Federico Falcioni che è stato presidente fino alla nascita di Contatto. Il riferimento a cui il nome scelto voleva rimandare, almeno nelle intenzioni, e che abbiamo provato a declinare nelle nostre a attività, era, naturalmente, quello della parabola biblica di Matteo 25.

Non tutto ma di tutto è quello che abbiamo fatto nei primi anni, sperimentando sulla nostra carne viva le difficoltà, e almeno in una occasione, il dramma legati alla precarietà, che stimammo essere quasi connaturata alle piccole cooperative. Precarietà di lavoro, di organizzazione, di bilancio (precario nel suo etimo significa: colui che ottiene pregando). Abbiamo messo inconsapevolmente in pratica anche noi il modello di business plan che Don Oreste aveva suggerito per la cooperativa La Pietra Scartata: “Iniziamo a lavorare, poi si vedrà… in qualche modo faremo” (Pino Pasolini: Io e don Oreste. Sempre Edizioni). Davvero tra Schumpeter e Peter Pan, citando un libro dell’amico Simone Mattioli, uscito in quegli anni (L’imprenditore sociale tra Schumpeter e Peter Pan. Magma Edizioni).

Abbiamo faticato non poco, ma siamo sempre riusciti ad osservare quello che per me era l’imperativo del vincolo di bilancio, e cioè un sostanziale pareggio dei conti, ottenuto, tuttavia, dopo aver distribuito diversi “dividendi sociali” sotto la forma degli stipendi dei ragazzi inclusi: quei ragazzi, che insieme a noi sperimentavano la dignità del lavoro, erano il nostro vero capitale sociale.

Dopo i primi anni, in cui – come detto – abbiamo fatto davvero di tutto, dalla carteggiatura delle sedie in carcere alla gestione della Spiaggia dei Talenti all’Arzilla, l’attività ha preso una struttura più leggibile con due branche di interesse dai contorni più nitidi: la filiera del riuso, straordinario esempio di economia circolare ( su cui non posso non citare il prezioso contributo creativo di Luciano Schiaroli) e il turismo sociale che poi è sfociato nella ristorazione “inclusive” della Pizzeria dei Talenti (a proposito della quale non posso non citare un altro Luciano, Radici).

Ora, nell’anno in cui è diventata maggiorenne, la Cooperativa Talenti è convolata a nozze con la Cooperativa Gerico, portando in dote una storia e tante storie (in fondo abbiamo sempre detto che, prima che prodotti e servizi, vendevamo storie), in “modalità generativa”. Federico, nell’annunciare la fusione alla nostra community, ha fatto riferimento alle fasi della generatività, che sono quattro: desiderare, far nascere, accompagnare, lasciar andare. E’ una dinamica che sento davvero nelle mie corde, e che nel mio piccolo, con grande umiltà e con l’aiuto di tanti amici, mi sembra di avere agito in questi anni, anche in considerazione della convinzione dell’importanza di uno dei princìpi fondanti della cooperazione, non solo di quella sociale: quello della intergenerazionalità. Il patrimonio di valori, di storie, di esperienze di capitale sociale e umano va trasmesso a giovani cooperatori e depositato a vantaggio dell’intera società.

Dopo aver ringraziato tutti i compagni e le compagne di viaggio di questi diciotto anni, auguro a Contatto di essere a sua volta generativa! Sono certo che, con questi auspici, con le tante persone animate da straordinaria competenza e passione che vi lavorano, con i tanti amici intorno, con le formidabili prospettive di crescita, renderà la nostra città e il nostro territorio un posto migliore in cui vivere.

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