Appalti Equosolidali – Riferimenti normativi

La scelta dei prodotti del commercio equo e solidale nell’ambito degli appalti pubblici è non solo legittimata, ma anche incoraggiata da un quadro normativo ormai consolidato sia a livello europeo che nazionale.

L’Unione Europe ha affrontato più volte il tema del commercio equo e solidale nei suoi atti, riconoscendone il valore sociale ed economico e ribadendo la necessità di sostenerlo, anche attraverso il mercato degli acquisti pubblici.

Ecco alcuni atti a cui fare riferimento

Risoluzione sul Commercio Equo – 198 1998 (UE)

Comunicazione sul Commercio Equo – 1999_619 (UE)

Comunicazione su partenariati pubblico-privati e appalti – 2005_0569 (UE)

Risoluzione 2006 su commercio equo e sviluppo (UE)

Comunicazione sul contributo allo sviluppo sostenible del Commercio Equo – 2009_0215 (UE)

L’Italia, a parte l’approvazione di documenti di indirizzo da parte del Parlamento, non si è ancora data una normativa specifica sul Commercio Equo e Solidale, anche se sono stati depositati diverse proposte di legge.

Intanto diverse Regioni si sono date una propria legge di riferimento, tra queste anche la Regione Marche.

Tuttavia, la necessità di introdurre la scelta di prodotti equosolidali negli appalti è stata ribadita nell’ambito delle strategie nazionali in materia di Acquisti Verdi, anche attraverso l’approvazione della Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici. Questa quida fa a sua volta riferimento alla guida dell’Unione Europea.

Guida alla considerazione degli aspetti sociali negli appalti (UE)