Perchè introdurre il commercio equo e solidale nella ristorazione collettiva

Il punto di vista di genitori ed educatori

Per genitori e educatori nutrire i ragazzi in età scolare è un’esperienza quotidiana che richiede pazienza e costanza. È importante a tal fine creare una continuità tra l’ambiente familiare e quello scolastico in un clima di fattiva collaborazione: sia a casa che a scuola sarebbe auspicabile proporre modelli alimentari omogenei, che presentino valori nutrizionali simili e adatti alle varie fasce di età e che favoriscano l’acquisizione di abitudini alimentari corrette.

Il forte impegno mentale legato allo studio è da sempre considerato uno sforzo fisico non indifferente che perciò richiede un’alimentazione adeguata ai maggiori bisogni nutrizionali, sia sul piano quantitativo sia sul piano qualitativo, poiché sono necessari diversi nutrienti specifici per costruire nuovi tessuti. Tra questi il potassio è di fondamentale importanza per la trasmissione dell’impulso nervoso, nel controllo della contrazione muscolare e della pressione arteriosa, fornendo il giusto apporto nutritivo per lo svolgimento di attività fisica e mentale. Tale elemento è inoltre essenziale per l’equilibrio dell’acqua nell’organismo, per la muscolatura, per la bilancia acido alcalina, per la trasmissione nervosa, per il metabolismo energetico, per la secrezione di insulina, per la sintesi delle proteine e degli zuccheri, per la salute del cuore e dei vasi sanguigni.

Tra i prodotti equosoldali adatti alle mense scolastiche ci sono cioccolata al latte e fondente e banane, due prodotti altamente nutrivi e indicati per la crescita.

Il punto di vista delle istituzioni

Nel corso degli anni ’90 si è intensificato il ruolo delle istituzioni teso a promuovere comportamenti e modelli economici attenti alle ricadute sociali e ambientali. Si è via via diffuso un approccio propositivo alla responsabilità sociale d’impresa, concependola non soltanto come una riduzione del danno (sociale e ambientale) operato dagli attori economici, ma soprattutto come l’adozione di pratiche di promozione sociale e salvaguardia dell’ambiente. In questo contesto, si inseriscono gli acquisti pubblici che incoraggiano lo sviluppo e la diffusione di beni e servizi sostenibili. Includere il commercio equo nelle politiche pubbliche, così come nelle procedure di pubblico acquisto corrisponde a tradurre le politiche di sviluppo in procedure amministrative concrete e allo stesso tempo produce un importante esempio per i cittadini, aumentando l’attenzione e la conoscenza di scelte alternative in favore dello sviluppo sostenibile.
Inoltre, diverse indicazioni da parte delle Istituzioni europee ed italiane hanno evidenziato l’importanza di fornire un supporto al commercio equo e solidale: