New Economy – Escort

Escortdi Michele Altomeni

Alla fine è un mestiere come un altro. Il più antico del mondo, dicono. Non sono una prostituta, e non mi piace nemmeno la parola escort. Non è un lavoro che puoi definire facilmente, perchè devi sapere interpretare personaggi diversi a seconda del cliente con cui stai. Ci sono quelli per cui devi essere un’animale da letto. Per altri devi fare l’analista, ascoltarli e mostrarti comprensiva mentre parlano per ore per poi fare sesso cinque minuti. Ci sono quelli che ti vogliono materna, oppure cinica, persino sadica. Non è difficile per me interpretare questi ruoli, anzi, è una delle cose che amo di questo lavoro. In fondo ho sempre sognato di fare l’attrice, a mio modo lo sono diventata. No, non recito sempre, alcuni di questi personaggi mi appartengono davvero, e allora devo solo lasciarli venire fuori.

Adesso ho 26 anni, e posso considerarmi una veterana. Ho messo via molti soldi, un po’ li ho investiti, e potrei anche smettere di fare questo lavoro. A volte ci penso, ma poi realizzo che mi mancherebbe. Dicono che se fai la puttana per un po’ resti puttana per tutta la vita, ma queste sono battute da falsi moralisti, o da donne invidiose. Non credo sia davvero così, ma per ora scelgo di continuare. Se fossi obbligata forse vorrei smettere, ma sapere che sono io a decidere mi fa stare bene.

Dicevo che sono una veterana perchè ho iniziato che avevo 19 anni. Sono sempre stata una bella ragazza, di quelle che gli uomini si voltano a guardare per strada. A me fa piacere, ancora oggi, essere ammirata. Ho sempre amato vestirmi bene, e quando dico bene non intendo minigonne e scollature, preferisco attirare l’attenzione di chi ha gusto e sa apprezzare i dettagli.

Vestirsi bene e curare il proprio aspetto però costa e a 19 anni di soldi non ne avevo tanti. La mia famiglia non stava male, sono commercianti, hanno vissuto gli alti e i bassi dell’economia. Avrei potuto continuare la loro attività, ma l’idea mi rattristava. A quell’età cerchi qualcosa che ti appassioni, hai bisogno di sognare. Mi sono iscritta ad un concorso di bellezza di paese incoraggiata da alcune amiche. Mi vergognavo tantissimo. All’epoca ero piuttosto timida, e in un certo senso lo sono ancora. Alla fine è stato divertente e sono arrivata seconda. La prima era raccomandata, o forse aveva imparato prima di me ad essere convincente con gli uomini.

Striscia 7 matitaDopo il concorso uno dell’organizzazione mi ha proposto di lavorare per un’agenzia di hostess. Partecipavo a fiere in giro per l’Italia. Non dovevo fare niente. Vestirmi bene, distribuire volantini e sorrisi. Le fiere, ho scoperto, sono un vero puttanaio. Imprenditori pieni di soldi, lontani dalle proprie famiglie che di giorno vendono la loro merce, e di sera vogliono divertirsi. Ma quelli non ci provavano con noi hostess, almeno le prime volte. Avevano i loro giri, conoscevano per ogni città i locali giusti. Noi eravamo più nel mirino degli impiegati, dei commerciali, giovani rampanti che sognavano grandi carriere.

Un giorno, durante una fiera, una ragazza che stava facendo un servizio con me, mi chiese se pensavo di fare la hostess tutta la vita. Risposi di no, che mi ero iscritta all’università, che nel frattempo stavo facendo qualche servizietto fotografico per pubblicità su giornaletti locali, sfilatine di provincia, e che magari avrei fatto strada nella moda, e magari anche la televisione. Aveva solo tre anni più di me, ma mi fece un sorriso da donna che ne aveva già viste tante. In un quarto d’ora mi spiegò come vanno le cose e fece piazza pulita della mia ingenuità. “Il mondo della moda e della tv è un inferno” mi disse, “un ambiente di maiali pervertiti. Vai avanti solo passando da un letto all’altro. C’è gente squallida che pensa di poterti fare qualunque cosa solo perchè ti da un lavoro. Diventi un oggetto che passa di mano in mano… Una bella ragazza come te può guadagnare di più e farsi trattare molto meglio…”

Mi mostrò una donna al tavolo con il direttore dell’azienda che ci aveva portato in fiera. Bellissima ed elegante. Ingenuamente avevo pensato fosse la moglie. Giocavano a fare i fidanzati. Mi disse che per restare con lui i quattro giorni della fiera si metteva in tasca 5000 euro più regalini di vario tipo, come quella borsa di Gucci che il direttore le aveva portato la sera prima.

Lì per lì mi sono sentita offesa e scandalizzata ed ho troncato il discorso. Ma poi ci ho ripensato su e un giorno ho chiamato la mia collega. Dissi che volevo saperne di più, solo perchè ero curiosa. Lei mi fece lo stesso sorriso da donna esperta dell’altra volta.

Un paio di settimana dopo mi propose di accompagnarla da un suo cliente. Mi disse che avremmo passato una serata divertente: ristorante di lusso, discoteca… Non dovevo fare niente che non avrei voluto. Me ne sarei potuta andare in qualunque momento. Il suo cliente le aveva chiesto una cosa a tre, ma era informato che io ero nuova e che per me era una prova che poteva anche non andare a buon fine. Invece andò tutto come doveva andare. Era un bel ragazzo, e anche simpatico. Figlio di un noto industriale, pieno di soldi, con la sola preoccupazione di spenderli. Non credo fu solo lo champagne a sciogliere il mio imbarazzo iniziale a casa sua. Non pensai neanche per un istante di andarmene. Mi ritrovai a fare cose che non facevo neanche con i miei ragazzi, con grande piacere.

La mia collega hostess restò collega anche in questo nuovo lavoro e siamo diventate amiche per la pelle. Mi ha insegnato molto. Non mi ha mai chiesto niente. Solo di lavorare insieme ogni tanto. Mi ha istruito su come gestire la promozione, attraverso internet, anche se mi ha detto che il vero marketing sta nel passaparola e nel frequentare i posti giusti, pechè un cliente tira l’altro. All’inizio pensavo fosse meglio collezionarne parecchi, ma poi ho capito che è meglio pochi e selezionati. Ho imparato a scegliere, a scartare, e anche a interrompere “relazioni” che rischiano di complicarsi.

Mi ha spiegato come gestire la mia sicurezza personale. Infatti sia io che lei lavoriamo in proprio, senza “protettori” e senza agenzie. Però ho un paio di ragazzi che mi seguono da lontano quando devo incontrare persone su cui non sono del tutto sicura o frequentare luoghi nuovi. Con i clienti affezionati non servono protezioni.

Guadagno moltissimo, dai cinquecento ai mille euro per una serata. Tre o quattro mila euro per un week end. Dipende dalla prestazioni. Come dicevo, posso interpretare diversi ruoli, e differenzio le tariffe anche in base a questo. I ruoli che mi piacciono di meno costano di più, è una regola del mercato. Guadagno molto, ma spendo anche molto. Se vuoi state in certi ambienti devi investire in vestiti, in palestre, centri estetici, lingerie di qualità e giocattoli. La gente ricca ed elegante vuole stare accanto a gente ricca ed elegante, anche quando compra il sesso. E’ abituata a pagare per la qualità.

Striscia 4 matitaDroghe di solito non ne uso, su di me non hanno un bell’effetto. Diversi dei miei clienti la portano, soprattutto cocaina. In genere rifiuto. Dico che invece di migliorare le mie prestazioni le peggiorano, e loro non insistono. Quando la situazione è giusta, invece, partecipo al festino

Un giorno, un cliente commercialista mi ha spiegato che dovevo trovarmi una copertura, perchè prima o poi la Finanza avrebbe voluto capire da dove arrivavano tutti i soldi che spendevo. Abbiamo fatto un baratto, per un po’ lui non mi ha pagata, e ha sistemato le cose. Siamo andati da un banchiere suo amico, gli ho dato cento mila euro che ha messo in un conto coperto. In cambio mi ha dato un prestito di quattrocento mila euro per comprare un bar ben avviato. Un po’ alla volta restituisco il prestito e alla fine potrò riprendermi i mie soldi sul conto. Ora quel bar giustifica il mio tenore di vita, e siccome i miei soldi aumentano, un po’ alla volta sto investendo sul bar che è diventato il locale molto esclusivo, frequentato anche dai miei clienti di letto. Ci girano anche ragazzine in cerca di fortuna, alcune vogliono solo fare la bella vita frequentando ragazzi facoltosi, sognano il matrimonio, di sistemarsi. Altre invece si fanno pagare. Io dispenso consigli e occasioni, gratis, come li ho ricevuti dalla mia amica. Non abbiamo paura della concorrenza nel nostro mestiere. La selezione avviene sulla qualità. Se sei brava non hai da temere, ti cercheranno sempre. Il limite è solo il crescere dell’età, ma a quel punto io avrò il mio bar e altri investimenti a cui sto pensando, e allora largo ai giovani.

Non mi sono mai pentita di niente…. anzi si. Di una cosa mi vergogno, anche se temo che tornando indietro la farei, per le stesse ragioni. Uno dei miei clienti era un politico. Un assessore della regione. Ho sempre sospettato che cercasse donne a pagamento per non ammettere con se stesso di essere omosessuale. Parlava sempre di sua madre… Va be’, questo non ci interessa. Un giorno mi ha avvicinato un tipo offrendomi un mucchio di soldi. Non dovevo fare niente di particolare, solo essere meno prudente del solito con il mio cliente. Baciarlo in un determinato vicolo, lasciare le tende aperte e avvicinarmi con lui alla finestra mentre eravamo nudi e cose del genere. Loro avrebbero fatto delle foto. Aveva pensato a tutto anche per non compromettermi. Nel mio mestiere, se tradisci un cliente sei finita per sempre. E’ come avere l’AIDS. Mi hanno pagata bene, ma non ho accettato per quello. Mi ha fatto capire che sarebbero andati a raccontare alla mia famiglia come mi guadagnavo i soldi, e io non ero pronta ad affrontarlo. Più avanti ho saputo che era una storia di appalti, che con le nostre foto lo avevano ricattato per prendere una grossa commessa relativa al servizio di lavanderia di alcuni ospedali.

Il paradosso in questa vicenda è che la facoltà a cui mi ero iscritta era scienze politiche. Ora so per certo che di politica avrei imparato ben poco proseguendo gli studi, mentre dopo qualche anno di questo mestiere dovrebbero darmi la laurea ad honorem. Potrei scrivere un manuale su come funziona davvero la politica, e magari un giorno lo farò davvero. Ma non un libro scandalistico che butta merda addosso a qualcuno. Io non ho rancori verso nessuno dei miei clienti, e non ho motivo di infangarli. Sono sempre stati quasi tutti corretti e gentili con me, almeno fino ad ora. Il sistema vorrei raccontare, al di là degli individui. I politici spesso sono persone che si sopravvalutano, che si credono di essere potenti ed hanno bisogno di giocare ad esserlo. Adorano i giochi di ruolo, anche a letto, e non sempre distinguono bene la finzione dalla realtà. Alcuni sono dei maiali, ma ne più ne meno delle persone che li votano e li cercano per avere favori. Mi sono fatta l’idea che sono come personaggi di un grande film di cui riescono a vedere solo la propria parte. Il mio osservatorio invece permette di leggere l’intera trama, di collegare i punti e capire meglio come funziona la macchina.

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. In fondo il mio lavoro da qualche anno è sotto i riflettori della cronaca, a causa degli scandali. Ecco, questa è un’altra cosa importante, avere fiuto per evitare gli scandali, le situazioni che rischiano di esplodere. A me è sempre andata bene, ma non solo per fortuna. Credo di essere brava anche in questo, a volte anche rinunciando a guadagni sostanziosi.

Per chi vuole cominciare, le strade sono tante. Una ragazza bella e sveglia non avrà nessuna difficoltà a trovare i canali. Una ragazza bella, ma non sveglia, è meglio che faccia altro.