Nuova economia: Investimenti ad impatto sociale e Terzo settore

Investimenti ad impatto socialedi Jacopo Landi

Nei giorni scorsi si è sentito tanto parlare di strategie per il rilancio degli investimenti sotto vari nomi: “bazooka” o più tecnicamente “quantitative easing”, e ancora prima si è sentito parlare della riforma del cosiddetto Terzo Settore. Ma cos’è il terzo settore?

Si definisce, in breve, Terzo settore il complesso di istituzioni che all’interno del sistema economico si collocano tra lo Stato e il mercato, ma non sono riconducibili né all’uno né all’altro; sono cioè soggetti organizzativi di natura privata ma volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva (cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, organizzazioni non governative, ONLUS, ecc.).

Il terzo settore si differenzia dal Primo, lo Stato, e dal Secondo, il mercato o settore for profits, e va a colmare quell’area tra Stato e Mercato nella quale si offrono servizi, si forniscono risposte a bisogni personali o a categorie deboli secondo approcci che non sono originariamente connotati dagli strumenti tipici del mercato.

Come ogni mercato, anche questo necessita di investimenti specifici, meglio conosciuti come investimenti ad impatto sociale.  

Questo mercato fa registrare 36 Mld di $ (2014) e compatibilmente alla fortissima crescita che sta subendo, JP Morgan dichiara, con una sua ricerca, che potrebbe attestarsi oltre i 400 Mld entro il 2020.

In questi tempi di crisi, la concessione di credito è di importanza fondamentale per il mondo del terzo settore, perché nonostante la notevole capacità delle organizzazioni di resistere e adattarsi in questi anni di forti difficoltà, la mancanza di accesso al credito è stata e continua ad essere un problema enorme per molte associazioni. Infatti, è vero che fasce sempre più ampie della popolazione sono escluse dall’accesso al credito e questo vale anche per le realtà del terzo settore.

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Uno dei punti centrali della legge di riforma del terzo settore riguarda proprio la possibilità di nuovi meccanismi di finanziamento. In attesa dei decreti attuativi, la riforma ha luci e ombre. Da un lato, con i nuovi principi, molte organizzazioni potrebbero effettivamente riuscire a finanziarsi meglio. Dall’altro esiste il rischio che il terzo settore sia spinto a organizzarsi in modo tale da attrarre investimenti, con gli obiettivi finanziari che affiancano (o peggio sostituiscono?) quelli sociali e con realtà premiate dal mercato se riescono ad attrarre investimenti, secondo una logica di mera concorrenza.
Occorre allora interrogarsi su come dovrebbe essere strutturato un sistema finanziario in grado non di danneggiare, ma di sostenere e accompagnare i processi economici, valutando le ricadute sociali e ambientali del proprio agire, con la massima trasparenza e favorendo meccanismi di partecipazione.

Fonti

Wikipedia
Human Foundation
Gruppo Abele

Approfondimenti:
Rapporto Italiano della Social Impact Investment Task Force istituita in ambito G8

Proposte di riforma del terzo settore di Banca Etica

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