Pandemie e allevamenti intensivi

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato la puntata di “Indovina chi viene a cena” dedicata alle api e al miele.

Oggi torniamo ad occuparci di questa bella trasmissione di Sabrina Giannini su Rai Tre, invitandovi a guardare la puntata che mette in relazione la pandemia di coronovirus con la diffusione di allevamenti intensivi.

La relazione non riguarda solo il Covid-19, ma anche diverse altre epidemie esplose negli ultimi anni.

Nel mondo compare una nuova malattia umana ogni 4 mesi, e Il  75% di queste ha origine animale. Spesso provengono da specie selvatiche, ma arrivano all’essere umano attraverso animali da allevamento che svolgono sia un ruolo di ponte tra le specie che da amplificatori.

Il fatto è che gli allevamenti intensivi nel mondo sono in vertiginoso aumento per rispondere alla domanda crescente di una fetta della popolazione mondiale che vede aumentare il proprio reddito, in particolare in Cina e in India. Anche se questi Paesi sono ancora ben lontani dal consumo pro capite di carne di noi occidentali.

In Cina, tra l’altro, si è affermata come moda da ricchi, ma sempre più diffusa anche in fasce sociali più basse, il consumo di carne di animali selvatici, in alcuni casi anche in via di estinzione (cervi, cavallucci marini ecc.).

Pare siano proprio i mercati di animali selvatici il focolaio di origine del coronavirus, probabilmente originato da un pipistrello. Allo stesso modo sarebbe arrivata dai mercati di animali selvatici la SARS del 2003.

Il servizio mette in evidenza un’altra conseguenza sanitaria degli allevamenti industriali: la crescente resistenza agli antibiotici. Questi farmaci sono utilizzati in maniera massiccia sugli animali, anche in forma preventiva. Attraverso l’alimentazione li ingeriamo e così, man mano, i batteri nel nostro corpo, attraverso un processo di selezione, si abituano e diventano sempre più resistenti, finchè, nelle situazioni in cui delle infezioni rendono necessarie il ricorso a questo tipo di farmaci, scopriamo, a volte in maniera drammatica, la loro inefficacia. Basti pensare che in Italia si stimano 10.000 morti all’anno causate da batteri resistenti agli antibiotici. Un altro dei tristi primati europei del nostro Paese.

Il tema è affrontato, con un ulteriore punto di vista e qualche dato, anche da questo articolo di “Altreconomia”, scritto da Maurizio Gritta

E per chi volesse davvero approfondire, sempre da Altreconomia, consigliamo di scaricare gratuitamente l’ebook “La debolezza della carne”

Proposte di lettura

Altri libri sull’argomento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.