Pane Amore e Sophia : Sperare non è un boicottaggio della volontà!

dalla RubricaPane Amore e Sophia di Melissa Vallesi

Sperare non è un boicottaggio della volontà!

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«Il mondo, con tutti i suoi difetti,

è migliore di un regno di angeli senza volontà».

Albrecht von Haller

Certamente le leggi naturali innate in noi ostacolano il nostro “volere-potere”, ovvero operare tramite le nostre forze la restaurazione del Bene possibile in virtù della libertà. Ma ciò non significa che il vigore del comando della legge morale: «dobbiamo essere uomini migliori», ne sia indebolito.

 

Nel pensiero kantiano, la volontà non è libertà di scelta (cioè liberum arbitrium o spontaneità assoluta che esiste solo nel pensare), ma è semplicemente delegata dalla ragione a essere il suo organo esecutivo in questioni di condotta.

Il binomio “volere-potere” non è assoluto: essere migliori è un processo infinito e nell’arco della nostra vita che ha un tempo finito, non possiamo convincerci di operare il miglioramento infinito dell’intenzione morale.

 

Kant scrive: «nell’uomo opera in senso morale il bisogno di pensare rispetto ai suoi doveri, un fine ultimo come la loro conseguenza. La morale dunque conduce inevitabilmente alla religione».1

Precisamente nel rapporto tra volere e potere fa ingresso la speranza.

 

Spesso sento dire che “sperare è l’illusione che la volontà allestisce per resistere al peso della sua impotenza attuale, confidando di poter agire in un altro momento”. Quasi come se la speranza fosse un boicottaggio della volontà!sperare

Ma è proprio questo il punto: la volontà è fatta per proiettarsi nel futuro, altrimenti tutte le attività umane si bloccherebbero. La speranza, che a prima vista assomiglia alla brama della volontà di poter influire sul futuro attraverso il presente, testimonia in realtà l’onestà da parte del genere umano di riconoscere che il volere non è onnipotente e non può ottenere tutto e subito, ma ha bisogno di tenacia, pazienza e fiducia.

In Kant, la speranza diventa la capacità che assiste la volontà nel suo infinito agire, cioè nell’adottare sempre massime conformi alla legge morale.

La speranza è l’azione dell’animo che si adopera in vista di qualcosa, è ciò che assiste la distanza tra i principi pratici soggettivi adottati e la Heiligkeit, la santità, dove l’intenzione morale sarà perfettamente conforme alla legge morale nella volontà.

 

Sperare di potersi immettere le proprie forze sul percorso tracciato dall’intenzione morale migliorata porta alla conversione del cuore. Nello sperare si apre una dimensione spirituale dell’animo in cui opera una volontà buona. Dimensione spirituale che è pratica, in quanto l’uomo kann hoffen, cioè può sperare (volere-potere-sperare).

 

Nessun boicottaggio dunque! Bensì speranza come esercizio del nostro animo che attraverso il sentimento morale pratico accoglie uno spiraglio di eternità nel tempo presente.

 

Fonti

A.VON HALLER (1708-1777), poeta e fisiologo svizzero, Über der Ursprung des Übels, 1734, II, vv. 33-34, tr. it. Mia

  1. KANT, Die Religion innerhalb der Grenzen der bloßen Vernunft, Könisberg, Friederich Nicolovius, 1794; tr. it. cit. di Vincenzo Cicero, La religione entro i limiti della semplice ragione, Milano, Bompiani, 2001

 

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