Pesto e pesticidi

Oltre che buono, è comodo avere un barattolino di pesto al basilico pronto nella dispensa per condire un piatto di pasta. Attenzione però, perché il rischio è di fare un pieno di pesticidi.

La rivista tedesca Okotest, ha preso in rassegna 20 confezioni di pesto, alcune delle quali vendute anche In Italia, per valutare se al loro interno ci fossero tracce di pesticidi o altre sostanze potenzialmente nocive per la salute.

I dati emersi dall’indagine non fanno che confermare le preoccupazioni di chi, come noi, insiste per la scelta biologica, per evitare i rischi legati ai prodotti dell’agricoltura convenzionale, basata su prodotti chimici come i pesticidi.

Oltre ai pesticidi, in diverse marche sono stati riscontrati oli minerali (idrocarburi saturi o aromatici). A parte le marche biologiche, solo una marca non biologica è risultata esente da queste sostanze.

Ecco le pagelle su alcune marche commercializzate in Italia

  • Pesto alla genovese Barilla (tracce di 10 pesticidi)
  • verde Bertolli (tracce di 5 pesticidi e di minerali)
  • alla genovese De Cecco (tracce di 7 pesticidi e di minerali)
  • alla genovese Saclà (4 pesticidi e tracce di minerali)

E’ risultato invece abbastanza “pulito” il pesto Buitoni.

In quanto a noi, preferiamo andare sul sicuro, non solo proponendo pesto biologico, ma anche da produttori locali che conosciamo bene: Girolomoni e Campo.

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