Racconto ae – La pasta madre (cap. 1)

1.

Fuori dall’emporio ae c’è una piccola fila. Clienti distanziati tra loro col volto coperto dalle mascherine. Valentina non si è ancora abituata a queste scene. Va sempre un po’ di fretta, anche in questi giorni in cui il tempo del mondo sembra sospeso, o almeno rallentato. In realtà non ha gran che da fare a casa, ma da qualche anno il tempo dietro le spalle le dà ansia. Come se si sentisse inseguita. E allora corre, senza sapere bene dove stia andando. Solo, sa di non poter stare ferma.
E finalmente è il suo turno.
“Buonasera”. Sara saluta sempre con un sorriso. Gran parte del volto è coperto dietro la mascherina, ma che sorride lo capisci, comunque, dagli occhi.
“Ciao”. Valentina ricambia il sorriso. Ma intanto, Sara, così giovane, le fa sentire ancora di più l’ansia del tempo che sfugge.
Farina, olio, qualche verdura di stagione e un po’ di frutta. Wow, sono arrivate le fragole! “Me le sono meritate!” Pensa Valentina, e ne mette due cestini nel carrello.
“Non c’è il lievito?” chiede rivolta alla cassa.
Sara ha perso il conto delle volte in cui ha sentito quella domanda durante il pomeriggio. E ogni volta è stato un piccolo dispiacere rispondere.
“Mi spiace, in questi giorni il lievito sembra introvabile. Lo abbiamo chiesto a tutti i fornitori, ma per ora non ce l’ha nessuno.”
Valentina alza le spalle. Dovrà cambiare i piani per il fine settimana. Niente pizza fatta in casa.
Mentre Sara le fa il conto Valentina prende il cellulare per pagare con Satispay. Mette la spesa nel cartone e saluta.
L’aria è fresca in questo strano aprile da film apocalittico. A casa l’attende Amadeus, il suo gatto. E anche per questo fine settimana dovrà accontentarsi della sua compagnia.

2.

Lo yoga in diretta facebook è un po’ come cenare da soli con la pizza ordinata su Justeat. Ma di questi tempi ci si deve accontentare. Così Valentina completa l’ordine sull’app e si accende il portatile per collegarsi alla pagina della palestra proprio mentre Mirella, dallo schermo, saluta le sue allieve dal salotto di casa, seduta sul parquet a gambe incrociate.
Amadeus, squagliato sullo schienale della poltrona, la osserva con un’espressione perplessa. Poi decide che non ne vale la pena. Stira una zampa e richiude gli occhi.
La pizza arriva, forse dalla luna. Infatti la consegna una specie di astronauta in scooter, con mascherina e guanti. L’aria di questo inizio aprile è fredda quanto è stata calda quella di febbraio. Valentina pensa per un attimo di invitare il fattorino a bere qualcosa di caldo, ma in un istante sente salire l’imbarazzo e si libera dell’idea. Del resto lui se ne va frettoloso, probabilmente ha altre consegne da fare e non vede l’ora di tornarsene a casa a scegliere qualcosa su Netflix.
E’ tiepida, e un po’ gommosa, questa pizza. Neanche Amadeus sembra soddisfatto dei suo croccantini.
“E io che mi volevo fare la pizza in casa. Ma che storia è che non si trova più il lievito!?”.
Le illuminazioni non vengono mentre stai meditando. O mentre scali la montagna per raggiungere un tempio segreto. No, quello succede nei libri. Nella realtà arrivano quando sei seduta sul water, mentre lavi i piatti, o quando mangi una pizza freddina e cigosa. L’illuminazione ha il volto di Luca. Barba brizzolata e riccioli ribelli. Lo scenario è quello delle meravigliose colline di Isola del Piano, e l’ambientazione è una festa, “La Notte Bio” di qualche anno fa… forse era il 2013, che aveva ospitato un raduno di spacciatori di pasta madre… Luca era uno dei pusher. Valentina lo aveva conosciuto in quell’occasione e adesso era un po’ che non si sentivano.
Al pensiero “Ora lo chiamo” seguì lo stesso imbarazzo di poco fa di fronte al fattorino, ma questa volta Valentia non si lasciò intimidire. Prese il telefono attivò WhatsApp.

3.

VALENTINA: Ciao Luca, ti posso disturbare?

LUCA: Ciao Valentina. Dimmi tutto…. Comunque… Ci voleva proprio il coronavirus perchè ti facessi risentire!!! 😝

VALENTINA: 😳 Hai ragione, ma sai, sono stata un po’ incasinata…

LUCA: Non ti preoccupare, scherzavo. Mi fa piacere sentirti🙂

Per farla breve, Valentia spiega che in giro non si trova più lievito. Che lei la pizza al taglio proprio non la digerisce, tanto meno se consegnata semifredda da un fattorino. Che le sono tornati in mente tutti quei discorsi appassionati di Luca sulla pasta madre e sui tentativi di appiopparle un vasetto. E che sì, è vero, non gli ha mai voluto dare retta perchè le sembrava una cosa troppo complicata. Ma che adesso, insomma, forse questa era l’occasione buona per provare.

Il divertimento di Luca cresceva man mano che le frasi di Valentina comparivano sullo schermo del telefono. Iniziò ad immaginarsela alle prese con questa nuova avventura e con tutte le difficoltà del principiante, ma non volle in alcun modo scoraggiarla.

Era difficile incontrarsi, in quei giorni di pandemia, e allora concordarono che Luca, lunedì mattina, dovendo passare a fare la spesa all’emporio ae, avrebbe lasciato lì il vasetto, e lei lo avrebbe recuperato in serata, uscendo dal lavoro.

LUCA: Nel frattempo ti mando un po’ di istruzioni su come conservare e rinfrescare la pasta acida. Però, mi raccomando, devi darle un nome. Sarà come un nuovo membro della famiglia 🤣🤣🤣

VALENTINA: Speriamo che Amadeus non sia geloso 😾😾😾 🤣🤣

4.

Alle 19.30, proprio in chiusura del punto vendita a Rosciano, Valentina si presentò alla commessa con una domanda che sapeva essere strana: “Scusa, Stefania, un bel ragazzo…” e quando usò la qualificazione estetica si accorse che il suo colorito stava cambiando, ma continuò facendo finta di nulla “dovrebbe avere lasciato per me un…”, ma non finì neanche di parlare che Stefania rispose: “Eccola!!!”. 

Da lì seguirono mille consigli su quali farine usare: manitoba, tipo o 1 2 integrale farro, mista segale ecc…, però il negozio era in chiusura e Stefania dava i consigli già cominciando a sistemare la verdura, perchè Leo, il ragazzo che di solito dava una mano, per precauzione #stavaacasa. Vedendo Stefania indaffarata Valentina la salutò. Gli occhi mostrarono ad entrambe il sorriso che la mascherina aveva coperto.

A casa si ricordò le istruzioni di Luca: come prima cosa avrebbe dovuto dare un nome a quell’impasto morbido e poroso nel barattolo. Intanto Amadeus era salito sul tavolo cercando un contatto con la sua amica, passò accanto alla pasta, ma non la guardò. Per ora non sembrava geloso.

Un minitrillo di WhattsApp si fece sentire dalla borsa abbandonata sul divano, Valentina prese in mano il cellulare. Luca chiedeva se la missione fosse andata in porto e che nome avesse scelto.

Valentina sorrise, questa volta senza mascherina.”Sono arrivata adesso a casa. Intanto GRAZIE MILLE 🤗, x il nome .. finchè non la prenderò in mano e faremo le presentazioni… non lo scoprirò😝!!!

5.

Il primo tentativo con Ludovico Van non fu proprio un successo. Ah! Ludovica Van è il nome con cui la pasta madre le si era presentata.

Amadeus, vedendo la sua amica rivolgersi con quel nome al barattolino di vetro si fece torvo, ma la pigrizia prevalse su vecchie rivalità artistiche e, dopo qualche leccatine alle zampe era tornato a raggomitolarsi nel sonno.

Valentina lanciò un S.O.S. a Luca su Whatsapp, ma non arrivò nessun soccorso. Così decise di attivare in un solo colpo il piano B, C e D.

“Nuovo gruppo” ordinò all’app col bollino verde, e poi ci buttò dentro Fabiola, Alessandra e Veronica, tre amiche conosciute al corso di yoga. Aveva assistito ad alcune chiacchierate sull’uso della pasta madre, resistendo anche alle loro offerte di prenderne un po’ per provare.

VALENTINA: Ciao ragazze, tutto bene?! Ho creato questo gruppo per chiedervi un piccolo aiuto. A causa della carestia del lievito di birra che ha colpito l’umanità ho dovuto accettare della pasta madre da uno “spacciatore”, ma ora lo spacciatore mi ha abbandonata e io ho fatto un mezzo disastro 😱…. Mi date una mano 👏👏?

VERONICA: Ciao Vale! Io sto bene. Certo che ti aiuto, però io non uso proprio la pasta madre, ma il licoli.

VALENTINA: e che roba è?

VERONICA: diciamo, una pasta madre semiliquida e, secondo me, più comoda… Facciamo così, ti preparo dei video, ok?

VALENTINA: Magari! Grazie Vero, sei la mia salvatrice!ALESSANDRA: Ciao ragazze. E benvenuta nel tunnel @Velentina. Sapevo che prima o poi ci saresti caduta 🤣🤣.

VALENTINA: 🤷‍♀️

ALESSANDRA: Dai, ti mando anche io un video… sulla pasta madre solida. E non ti preoccupare, le grandi storie d’amore con la pasta madre partono tutte con “prime volte” fallimentari” 🤭

FABIOLA: Ciao ragazze, ci sono anche io! 💁‍♀️Vale, ora cerco nel PC una dispensa che ho preparato un po’ di tempo fa da regalare insieme ai vasetti di pasta madre. Ci sono anche delle ricette. E non mollare, ormai sei nel club!

VALENTINA: ragazze, vi adoro. Finita sta pandemia, tutte a casa mia mangiare la mia nuova pizza a base di pasta madre 🍕🍕🍕

ALESSANDRA: ora basta chiacchiere, che inizia la lezione di yoga sul gruppo Facebook della palestra 🙆‍♀️.

VERONICA: io passo, mio figlio ha lezione di italiano su Meet… PC sequestrato per la prossima ora 😭😭

Dalla finestra socchiusa il silenzio delle strade deserte continuava ad irrompere nel salotto di Valentina. Anche Amadeus sembrava irrequieto e incapace di trovare una posizione davvero comoda. Alla fine si arrese, scese dal divano, e andò a strusciarsi contro le caviglie di Valentina.

“Amadeus, vuoi fare yoga con me?”

A questa pagina trovi i video e il manuale che Fabiola, Alessandra e Veronica hanno mandato a Valentina
Pasta madre, come conservarla, rinfrescarla e usarla al meglio.

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