Racconto ae – Rifarsi il profilo (cap. 4)

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Certo, quella era lei. Un decennio della sua vita. Eppure, per altri versi, non si riconosceva. Di molte fotografie ricordava la circostanza in cui erano state scattate. Ma non di tutte.

Per alcune provò un lieve imbarazzo. Acconciature improponibili. Abiti che non avrebbe indossato nemmeno ad una festa vintage. Amori passati, amori mai iniziati. Ma anche amicizie vere. Scorci di vita famigliare. E tanti bicchieri di birra esibiti con espressione orgogliosa. Pochi selfie, non le piaceva scattarli, la mettevano a disagio.

C’erano foto di vacanze terribili in cui appariva entusiasta, e foto di vacanze meravigliose in cui appariva annoiata. Immagini in cui pareva culo e camicia con persone di cui ora non ricordava più nemmeno il nome. Concerti. Escursioni. Pose estive in riva al mare.

Non c’era nulla da rimpiangere, niente da rinnegare. Ma tutto le appariva troppo lontano. Una lontananza che andava oltre gli anni realmente trascorsi. Tipo reincarnazione in una nuova vita.

Questo era l’effetto delle foto. Con i post fu molto peggio. Frasi che ora non avrebbe ripetuto neanche sotto minaccia. Condivisione di articoli e video lontanissimi dai suoi sentimenti. Meme idioti. Bhè, non tutto era da buttare. Anzi, forse c’erano più cose belle che brutte. Ma l’insieme non le piaceva. Le sembrò come ascoltare la registrazione della propria voce che stonava una vecchia canzone.

Decise di mettere in ordine casa. Stendere i panni e riempire la lavatrice per un secondo bucato. Lasciò passare un po’ di tempo, per per non prendere una decisione affrettata. Ma alla fine fece quello che aveva pensato fin dall’inizio, quando aveva iniziato a passare in rassegna il suo profilo Facebook.

Le foto le salvò sull’hard disk. Poi seguì la procedura senza ulteriori dubbi. In pochi minuti Valentina Rosselli era fuori da Facebook .

Poi, come 10 anni prima, ricominciò da zero la creazione di un profilo personale inserendo tutti i dati che il social blu le richiedeva. Per non creare equivoci cambiò nome. Non più Valentina Rosselli, ma Valentina ae. Ae stava per Anita ed Elisa, che erano i nomi delle sue nonne, ricevuti al battesimo secondo un’usanza che i suoi genitori avevamo preservato.

Le venne da ridere pensando che il secondo atto di stravolgimento della propria vita (il primo era stato la lettera di dimissioni) fosse la cancellazione e la ricreazione di un profilo social, ma era anche quello un segno di quei tempi strani in cui scorreva la sua vita.

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https://www.facebook.com/valentina.ae.967

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