RAPPORTO AUREO e PROGETTAZIONE AUREA

Articolo di
Cinzia Valente

        in collaborazione con


soluzioni sostenibili per la casa

di Ramona Roccheggiani

La proporzione aurea indica una particolare relazione tra due lunghezze, tale per cui A sta a B come AB sta ad A. Oltre a vantare sorprendenti proprietà matematiche, ci stupisce il fatto che sia presente, e facilmente identificabile, in ogni forma naturale: una sorta di codice universale che dialoga con ogni essere e ogni sistema naturale. Per questo viene considerata parte integrante della vita stessa.

La Progettazione Aurea è una tecnica che utilizza questa proporzione in maniera complessa e modulare, come ci mostra la natura, grazie ad un insieme di regole geometriche e proporzioni armoniche che ne ricalcano la logica. Utilizzarla ci permette di riproporre lo sviluppo fisico della vita sul pianeta, realizzando elementi in sintonia con la essa. Progetti che si inseriscono rispettosamente all’interno di quella trama pulsante che vibra ovunque la natura sia ancora in grado di esprimersi.

STORIA

La maggior parte degli animali utilizza e occupa gli spazi presenti sul suo territorio senza necessità di intervenire. Altri costruiscono grazie a quelle particolari leggi che permettono di continuare l’opera ingegneristica da sempre in atto sul pianeta.
Capolavori architettonici come il nido di un fringuello tessitore, un alveare o la tela di un ragno ci sorprendono continuamente.

Anche l’essere umano, per migliaia di anni dalla sua comparsa sulla Terra, ha vissuto in uno stato di natura; in simbiosi con l’habitat in cui è nato, utilizzando caverne e anfratti protetti. Evolvendosi ha cominciato a costruire mantenendo ancora quelle proporzioni armoniche che impregnavano i suoi sensi. Infatti quasi tutte le costruzioni antiche incantano. Templi, chiese, monumenti, sono tanti gli interventi che ci lasciano sorpresi, che ci meravigliano e non solo perché razionalmente ci troviamo davanti a straordinarie opere di ingegno e di lavoro manuale.
La figura umana con le sue proporzioni era la principale unità di misura del progettista: cubito, pollice, passo, ecc. Così anche gli edifici antichi, fino a qualche secolo fa erano “aurei”.
In tempi più moderni invece, l’uomo ha maturato dei sistemi costruttivi, che non hanno niente a che fare con quelli naturali. Man mano che la nostra mente si è riempita con informazioni nozionistiche abbiamo perso l’abitudine a co-vibrare con la Natura, e quindi a sentire e riconoscere quel particolare pulsare in collegamento con la nostra essenza.
Oggetti, edifici, strade, dighe, gallerie hanno riempito e modificato il pianeta con forme che si sono allontanate da quelle naturali. Gli artefatti umani sono diventati delle vere barriere (fisiche ma anche energetiche e mentali) verso il modo circostante.
Da organismi simbiotici che eravamo ci siamo trasformati in organismi sfruttatori. Ospiti sempre meno graditi, alieni nati in casa. Abbiamo sviluppato il senso di possesso a discapito di quello di appartenenza.

Con la Progettazione Aurea abbiamo la possibilità di tornare a costruire forme che si inseriscano nell’ambiente come farebbe un albero, che erigano dei “confini non confini” in grado di creare sia protezione che interazione.

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DA DOVE ARRIVA LA PROGETTAZIONE AUREA

Ovviamente una margherita non nasce con un progetto incluso che ne spieghi il disegno geometrico, quindi è stato necessario individuarne i parametri costruttivi, analizzare le forme ed estrapolare i disegni che ne racchiudono i profili e le silhouettes. Solo uno studio di anni, su ciascuna forma naturale, ci ha permesso di creare degli strumenti progettuali in grado di riprodurre buona parte di ciò che esiste in Natura.

Per fortuna non siamo soli in questa impresa: prima di noi, nei secoli, molti si sono avventurati in osservazioni mistiche e matematiche del mondo che ci circonda e, un pezzetto ciascuno, hanno fornito dati fondamentali, per concretizzare questa disciplina.
Pitagora, Keplero, Fibonacci, Pacioli e molti altri sono rimasti affascinati dalla magica geometria della Natura.
Possiamo dire che il mio primo incontro avvenne nel 1994.
Frequentavo il secondo anno di architettura al Politecnico di Milano e, su consiglio di mia madre mi ero iscritta anche al corso di erboristeria presso l’università di Urbino. Seguivo una lezione che doveva aiutarci a distinguere l’embriologia delle piante medicinali e dei fiori. Una dopo l’altra, apparvero su un maxischermo delle gigantografie di corolle, foglie e pistilli. Completamente incantata riconobbi, in quelle foto, le forme geometriche che avevo studiato solo sulla carta, senza collegamento alla materia vivente.

Le mie amate geometrie apparivano a unire i punti dei pistilli, a definire una corolla, a dividere una foglia. Da quel momento il mio interesse per le specie vegetali, e successivamente anche animali e minerali, mutò completamente. Conoscevo, della sezione aurea, quel poco che si impara a scuola in qualche lezione di storia dell’arte e in quel momento sentii, per la prima volta, il desiderio di riscoprire la sezione aurea nella sua forma originale, nelle dimensioni delle strutture vitali. Ogni fiore e foglia diventarono oggetto di osservazione. Passavo ore a riprodurre un petalo che era in grado di svelare un mondo di proporzioni affascinanti.
Sono stata influenzata, in questa passione, dalla straordinaria presenza della ricercatrice fuori dagli schemi che mi ha cresciuta.
Mia mamma, che nei primi anni ottanta aveva già classificato, in base al test di risonanza con le frequenze della luce, diverse forme viventi ed elementi naturali, aveva scoperto le Acque a Luce Bianca. Particolarissime acque che, sottoposte al test frequenziale, rispondevano a tutte e sette le frequenza della luce, secondo la scuola di Auricolomedicina del professor Paul Nogier.

Iniziò una ricerca che coinvolse entrambe per oltre 30 anni portandoci ad interessantissime scoperte. Uno dei primi e più importanti insegnamenti fu comprendere la fondamentale influenza che l’aspetto vibratorio ed energetico ha sulla materia vivente e come sia indispensabile considerare la vita in tutte le sue manifestazioni fisiche ed energetiche contemporaneamente.

Mia madre era alla ricerca di sperimentazioni che potessero dimostrare le qualità di queste acque così particolari. In tale periodo di emozionanti scoperte, la proporzione aurea continuava a saltar fuori in ogni esperimento, quasi a indicarci una via. Uno di questi ci portò ad esempio a scoprire che l’angolo tra i due idrogeni e l’ossigeno nella molecola dell’acqua, normalmente di circa 104°, nelle acque a luce bianca era di 108°, l’angolo di una spirale aurea.

Un’acqua vitale ed energeticamente “attiva”, come le Acque a Luce Bianca, evidenziava quindi la proporzione aurea, mentre una priva di informazione frequenziali no.
Più andavamo avanti quindi, più si evidenziava la presenza costante della proporzione aurea come un marchio di fabbrica: una matrice inconfondibile del progetto unico che permea l’universo. Ogni divisione cellulare, ogni schiudersi di un fiore, ogni elegante movimento di un mammifero, fin anche alla “danza dei pianeti”, esprime la logica funzionale della vita attraverso il rapporto aureo. Basta confrontare il disegno di forma di un microscopio organismo unicellulare come il foraminifero e di una galassia a spirale, per renderci conto, senza bisogno di calcoli e misure, dell’esistenza di questa matrice unica che si esprime attraverso lo stesso progetto costruttivo.

Realizzammo il primo progetto architettonico in proporzione aurea nel 1993: uno studio professionale in centro a Milano. Fu fondamentale in quanto riuscimmo a dimostrare che, con questa tecnica, si poteva ottenere una sensibile riduzione dell’elettromagnetismo presente nell’ambiente. Pochi anni più tardi, pensando che non tutti potessero ristrutturare casa per migliorarne la qualità energetica, abbiamo ideato insieme ad Alessi, l’Oggetto dell’Equilibrio: una piramide romboidale che unita alle Acque a Luce Bianca aveva lo scopo di alleggerire i ristagni elettromagnetici, contribuendo ad una migliore circolazione energetica dell’ambiente.

A questi due primi esperimenti seguirono applicazioni della Progettazione Aurea ai più svariati contesti, migliorandone ogni volta l’aspetto estetico, energetico, funzionale e l’impatto ambientale. Forte dei risultati e desiderosa di rendere questa tecnica progettuale di facile utilizzo, ho messo a punto degli strumenti affinché chiunque possa progettare come farebbe la Natura. Progettazione Aurea, uscito nel 2020, è il libro che racchiude i frutti degli studi di questi 25 anni.

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Ramona Roccheggiani, per i clienti de l’emporio ae, mette a disposizione un sopralluogo gratuito e senza obbligo di acquisto, così da valutare al meglio la problematica e la soluzione.

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Un pensiero su “RAPPORTO AUREO e PROGETTAZIONE AUREA


  1. Ѕаlve!
    Forѕе іl miо meѕѕaggіo è troppo ѕpecifіco.
    Mа la miа sоrеlla maggiоre ha trovatо un uоmо meravіglіosо qui е hannо una grаnde rеlaziоnе, mа сhe dire di me?
    Hо 26 аnnі, Elеna, dаllа Rерubbliса Cеcа, сonosco lа lіngua іnglesе аnсhe
    Е… mеglio dirlo ѕubіtо. Sonо biѕessuаle. Non sono gelosо dі un’altrа donnа… ѕоprаttuttо se fаcсiamо l’аmore insіemе.
    Аh ѕì, сucіno moltо gustоѕo! е іo amо nоn ѕоlо сuсinаrе ;))
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    Соmunquе, рuоi trovare il miо profilо ԛuі: http://nitizewidthcon.gq/usr-36411/

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