Riforma delle banche popolari. Era questa la priorità?

di Jacopo Landi

Il Consiglio dei Ministri ha varato il 20 Gennaio scorso un decreto legge che riforma la governance delle 10 maggiori banche popolari italiane (quelle con attivi Salvadanaiosuperiori agli 8 miliardi di euro), obbligandole a trasformarsi in società per azioni, rinunciando così al principio che le regola, ovvero che ogni socio esprima un voto in assemblea a prescindere dalla quantità di azioni detenute.

Questa riforma dovrebbe accrescere il grado di concorrenza nel mercato bancario ma sembra invece suggerire che il mercato è libero, ma non per tutti. Perché?

Di fatto potremmo dire che così facendo si limita la libertà di scelta di un risparmiatore che intenzionalmente sarebbe stato più favorevole a diventare socio di un istituto che per conformazione è difficilmente “scalabile”, proprio per il suo carattere cooperativo. Dall’altro lato è anche vero che lo stesso carattere porta in sé una rigidità dovuta dal dover ottenere la maggioranza dei voti più uno nel caso di un cambio dell’amministrazione per cattiva gestione, cosa che nella Spa è più semplice: “basterebbe” comprare il pacchetto di maggioranza.

Dati alla mano però, non è un segreto che gli istituti bancari popolari e cooperativi sono quelli che meno hanno ridotto il credito in questi anni di crisi e che quindi si sono dimostrati strumenti al servizio dell’economia reale e delle PMI, oltre che migliori anche a seguito degli stress test.governance

I sostenitori del provvedimento dicono che non si tratta di un attacco allo spirito mutualistico del movimento cooperativo, che nelle dimensioni indicate di “mutualistico” hanno ben poco; ma è piuttosto un adeguamento alla funzione ed alla dimensione che effettivamente hanno.

 

Per concludere credo che vista l’urgenza dell’intervento (attuato tramite decreto legge) l’oggetto dello stesso sarebbe potuto essere diverso, tra i possibili tanto per citarne alcuni la separazione tra banche d’affari e banche retail o il serio contrasto ai paradisi fiscali.

 

Fonti:

Blog Banca Etica
Lavoce.info
Assopopolari.it
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