E sprechiamo bene!!

Food sharing, campagne di sensibilizzazione, corsi di cucina con gli avanzi.

SprecoCibo1Fioriscono in tutta l’Unione europea le iniziative contro lo spreco alimentare, visto che ogni anno sprechiamo circa il 50 per cento del cibo prodotto che viene gettato in spazzatura, a chi dare la colpa? A Benedetta Parodi, alla Clerici a Masterchef o ai mariti che dicono si si ci penso io a spegnere il forno ma poi….. !!!

89 milioni di tonnellate di cibo finiscono, ogni  anno, tra i rifiuti; in Europa all’interno delle mura domestiche si producono circa 76 kg pro capite di rifiuti alimentari.

La crisi economica dilaga e la denutrizione torna a colpire l’Occidente, mentre continua a crescere nel Sud del Mondo.

Sprechi da una parte e fame dall’altra, è la follia del nostro sistema economico, che oltre a creare ingiustizie, continua a devastare l’ambiente.

Si perché sprecare cibo significa anche sprecare acqua, energia, suolo e spesso anche inquinamento di aria e falde.
Se ne compra troppo, si sbagliano le dosi, si rispettano alla lettera le date di scadenza impresse sulle confezioni. Ma anche si prendono i prodotti più indietro nello scaffale perché scadono dopo e cosi le prime file vengono buttate dal supermercato direttamente.

 Si assiste alla modifica dei nostri corpi secondo la legge di involuzione della specie di Darwin: si vedono consumatori con un braccio il doppio più lungo dell’altro per arrivare più indietro possibile nello scaffale, il gomito appuntito per vincere la concorrenza nella lotta all’offerta migliore, bicipiti da palestrato per guidare i carrelli sempre più grandi (ormai dotati di targa e per i quali occorre regolare patente di guida), altezze aumentate perché il prodotto che cerchi tu è sempre troppo in alto, polso che ruota a 360 gradi per facilitare il passaggio dei prodotti alla cassa automatica nella disperata ricerca del codice a barre ma soprattutto cervello azzerato a causa delle sirene pubblicitarie che vogliono imporci tutta una serie di prodotti di merda…….e per rimediare non basta “attendere l’assistenza di un commesso”, occorre riscoprire la nostra identità di cittadino critico in grado di imporre scelte e non subirle

 Nel frattempo sono sempre più numerose le iniziative mirate che coinvolgono amministrazioni, associazioni ed esercizi commerciali, dalla grande distribuzione al singolo bar o ristorante.

 Sul nostro territorio, un gruppo di associazioni sta promuovendo la campagna “NonSpreco”, che si occuperà di sprechi alimentari  con risvolti sociali ed ambientali importanti.

Visita il sito www.nonspreco.it

Nonspreco