Storie d’Italia – La Terza Guerra Mondiale

Guerra freddarubrica STORIE D’ITALIA di Michele Altomeni

TERZA PARTE – La Terza Guerra Mondiale

Se avete letto le prime due parti del mio racconto, probabilmente cominciate a capire il clima del 1969, anno in cui da carabiniere entrai a far parte del SID, il servizio segreto militare italiano. Ma per capire appieno quello che successe dopo, occorre guardare indietro, a fatti che all’epoca non conoscevo, ma che compresi successivamente.

Come vi ho già detto, la mia passione è la storia. Amo studiarla. Amo comprenderla al di là delle verità ufficiali, cercando di capire cosa succede dietro il teatro dei burattini. E soprattutto, amo farla.

L’amore per la storia può diventare una malattia… ogni avvenimento, per essere davvero compreso, richiede l’esplorazione dei fatti precedenti, che a loro volta vanno collocati nel flusso cronologico. E così, risalendo al contrario la corrente della storia, ci si può perdere nella notte dei tempi.

Anche la storia che vi sto raccontando io ha radici molto antiche, ma per non smarrire la strada, fingeremo che abbia un punto d’inizio, scegliendolo tra i tanti disponibili, sapendo però che è solo un artifizio.

Lo fissiamo nel 1944, con la Guerra Mondiale ancora in corso, e lo collochiamo in Grecia. I regimi fascisti stanno perdendo lo scontro. Sta vincendo l’alleanza all’interno della quale convivono stati liberali e capitalisti come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, e lo stato comunista dell’Unione Sovietica. Mentre ancora si combatte il nazismo, le forze atlantiche pensano già al mondo che verrà: finita l’alleanza in funzione antifascista, sarà proprio l’ideologia comunista il nuovo nemico da combattere. Bisogna arrivarci preparati, posizionando il maggior numero di pedine sullo scacchiere.

DC2In quel 1944, in Grecia, il potere è già in mano alle truppe inglesi, ma i comunisti, che hanno dato un contributo determinante alla vittoria, fanno proseliti nella società. Gli inglesi sanno che non possono lasciargli campo libero, ma non potendo combatterli apertamente si servono in segreto delle organizzazioni fasciste clandestine per contrastarli con la violenza. Di lì a poco la resistenza comunista sarà messa fuori legge. Non era ancora finita la Seconda Guerra Mondiale, ed era già Cominciata la Terza, quella che verrà chiamata Guerra Fredda.

Dopo la Grecia era l’Italia il Paese in cui bisognava fermare l’avanzata comunista, e anche qui si sarebbe usata l’alleanza segreta con i fascisti. In questa ottica si arrivò, nel giugno del 1946, alla proposta di amnistia per i crimini fascisti, mentre l’agente della CIA in Italia James Jesus Angleton si adoperò per salvare la vita al condannato principe Junio Valerio Borghese, ex comandante della X Mas della marina militare fascista, di cui avremo modo di parlare. Nell’impresa si fece aiutare da un giovane di belle speranze, Federico Umberto D’Amato, e anche di lui seguiremo le gesta.

La maggior parte dei gerarchi, dei militari e dei militanti del regime fu rimessa in libertà e un po’ alla volta, nel silenzio, furono riassorbiti negli organi dello Stato, compresi l’esercito e i servizi segreti, mentre i partigiani ne venivano espulsi. Venti anni dopo, ai vertici di queste strutture, si troverà proprio una classe di fascisti ripuliti, o comunque di persone cresciute gomito a gomito con questi personaggi.

Per gli Stati Uniti era fondamentale scongiurare l’avvento al potere dei comunisti in Europa, anche se fosse avvenuto attraverso democratiche elezioni. A questo scopo misero in atto ogni mezzo, legittimo o illegittimo. Oggi questo si evince anche da numerosi documenti ufficiali diventanti pubblici negli anni recenti, come quelli che parlano apertamente della necessità di intervenire, con strumenti economici e militari, affinchè le elezioni del 1946 in Italia siano vinte dalla Democrazia Cristiana.

Successivamente, il 12 marzo 1947, il presidente degli Stati Uniti Harry Truman dichiarò davanti al Congresso che gli USA sarebbero intervenuti in qualunque parte del mondo fosse minacciata da eserciti o da guerriglie comuniste. La dottrina Truman sarà declinata su diversi piani, e una parte importante del lavoro, anche in Italia, la faranno i servizi segreti.

In questi documenti si diceva chiaramente che l’instaurazione di un governo autoritario di destra sarebbe stato comunque preferibile all’ipotesi comunista, ma che comunque l’obiettivo era una “stabilizzazione del sistema al centro”. Un altro risultato da raggiungere era l’evoluzione del Partito Socialista verso posizioni autonome dai comunisti e via via più moderate. Vi ho già raccontato come questo processo si attuò definitivamente ai tempi del Piano Solo e dei primi governi di Centro-sinistra.

Per dirigere questa strategia venne costituito un apposito organismo, l’Office of policy coordination, che oltre a supportare gli anticomunisti nella propaganda si preoccupava anche di fornire armi: il “piano X” investirà dieci milioni di dollari in armamenti assegnati durante la campagna elettorale del 1948. In aggiunta a queste armi, c’erano quelle che i partigiani bianchi avevano evitato di riconsegnare alla fine della Resistenza. Ovviamente, anche i partigiani rossi avevano fatto le loro scorte in caso di necessità.

DC1Anche il Vaticano giocò un ruolo fondamentale, come avrebbe fatto anche in seguito, favorendo la costituzione di comitati e organizzazioni in funzione anticomunista, sia per la fase elettorale che per quella successiva.

Una delle strutture sorte, o meglio, risorte in quel periodo, fu l’organizzazione “O”. Si trattava della riedizione della formazione partigiana “Osoppo”, che era stata sciolta nel 1945 e subito dopo ricostituita in funzione anticomunista. Contava oltre 2000 aderenti, che supereranno i 6000 negli anni Cinquanta. Nel 1956 l’organizzazione verrà rinominata “Stella Alpina” e diventerà una delle strutture di Gladio.

Questa era solo una delle organizzazioni clandestine presenti nel paese, a cavallo tra l’iniziativa privata e quella istituzionale, collegata ai vari ministeri con accordi segreti e alle dipendenze diretto o indirette dei servizi segreti americani o inglesi. Tra queste vi era “Pace e Libertà”, fondata dal “partigiano bianco” Edgardo Sogno con fondi della Nato e in contatto con il SIFAR attraverso il maggiore Rocca. Nel nostro racconto incontreremo altri “partigiani bianchi”.

Questo sottobosco di organizzazioni anticomuniste diventerà l’humus per la creazione di Gladio. Appositamente sobillato, infiltrato, istruito, addestrato, ricattato…. ognuno potrà avere un ruolo nella grande tragedia.

 

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