Su e giù – quando hai smesso di saltare?

di Manuela Martella

Su e giùSaltare (1) 

Propulsione, elevazione, sospensione, discesa, atterraggio. Saltare, uno dei gesti che sfugge di più al nostro sguardo. È stata la cromofotografia di Jules Etienne Marey e la tecnica di rallentamento cinematografico che ci ha permesso di concepire il salto nella sua completezza.

Si salta per gioia, si salta per superare un ostacolo, si salta nel vuoto, si salta in alto, ma anche in basso, si salta nell’acqua, si può saltare tanto da far tremare la terra … raramente si salta per tristezza.

Questa espressione giubilatoria, a tempi considerata „poco cattolica“ la ritroviamo spesso nelle danze folcloristiche. Ma non per caso, la relazione tra il salto e la danza appare così intima. Saltare in latino non significa altro che danzare, la saltatio – la danza, il saltator – il danzatore. La danza classica dichiarò il salto in alto e in lungo di per sé una disciplina, tanto quanto l’atletica.

Ma perché, invece, associamo il saltare o il salterellare e con loro il grido, un riflesso intrinseco, spesso a un mondo infantile?

Potrebbe forse a noi adulti richiamare un senso di trascuratezza? Saltare, creare un buco, omettere un passaggio in un percorso lineare e logico, saltare una riga o far saltare la corrente … Eppure, saltare da un pensiero a un’altro, perché si vede la relazione tra cose, tra cui apparentemente non c’é, é fonte di creatività, come dice lo scrittore e poeta Thomas Disch.

Saltare non è volare, perché chi dice saltare dice anche cadere. E per quanto può intimorirci, la caduta verso l’incognito contiene anche un aspetto di libertà e la libertà, come sappiamo, comporta anche un grado d’imprevedibilità. Non per niente, le cose più belle saltano fuori o ci saltano in mente all’improvviso.Saltare (2)

Ed è forse proprio per una nascosta nostalgia, che il salto mortale non perderà mai il suo fascino.

Il salto a ostacoli, il salto con gli sci, il salto con l’asta, il salto in alto, il salto in lungo, il salto triplo dell’atletica leggera, il salto come specialità dello freestyle, il bungee jumping … oppure semplicemente salterellare sul prato o lungo la strada,  saltare dal marciapiede o dal muretto, insieme o da soli, i modi sono infiniti.

E voi, quando avete smesso di saltare?

 

Fonti:

Histoires de gestes – Ouvrage collectif sous la direction de Marie Glon et Isabelle Launay, ACTES SUD, 2012

 

In collaborazione con Francesco Mezzanotti

 

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