Pane Amore e Sophia – Il Terzo

di Melissa Vallesi

Il terzo, una figura del politico e il pacifismo metaistituzionale.

 terzo

Come qualifichiamo l’imparzialità del terzo? Simmel distingue due forme di imparzialità:

  • tertius inter pares, il mediatore equidistante FRA le parti
  • tertius super partes, una posizione sovraordinata e non contaminata AL DI SOPRA delle parti.

La seconda figura è artificiale: la sua origine è giuridica e formalizza la struttura delle relazioni sociali costitutive di una situazione giuridica originaria.

Le accezioni negative di tale figura sono rilevate da Carl Schmitt nello stato neutrale ed agnostico dell’800, concepito come mezzo tecnico garante delle pari opportunità ma con un atteggiamento di indifferenza e tolleranza passiva.

Di contro, le accezioni positive del terzo al di sopra delle parti sono triplici:

  • nel senso tecnico, di un’instaurazione governativa di commissioni di esperti indipendenti da partiti che fa luce su questioni di fatto
  • nel senso giuridico di una neutralità relativa che decide in base ad una norma conosciuta
  • nel senso propriamente politico di una neutralità come espressione di unità e totalità comprendente gli opposti raggruppamenti

L’ultimo significato di neutralità ci avvicina al sistema del triangolo politico, dove esistono due attori ed un tertius super partes polivalente con una triplice funzione:

  1. a) politica, del mediatore (tertius inter pares), che negozia con le parti anche in termini economici
  2. b) tecnica
  3. c) giuridica

Data la sua poliedricità il terzo non può essere considerato come un’astrazione invariabile nelle situazioni storico – politiche. La sua posizione (cioè statuto giuridico) varia al variare di molteplici fattori, tra cui anche i rapporti sociali e la situazione storica concreta.

Quindi un medesimo attore (un potenziale terzo), riveste molteplici ruoli nei conflitti ai quali è interessato, il che indica un camaleontismo politico, attuabile soltanto in un pluriverso politico, un sistema con terzo, cioè un mondo di soggetti collettivi la cui identità di individui storici non è riducibile alla posizione spaziale, perché l’identità storica è la costruzione simbolica nella quale hanno importanza le relazioni di amicizia – ostilità.

Perciò bipolarismo, multipolarismo o tripolarismo?

  • per il bipolarismo, la maggior stabilità è garantita dall’equilibrio semplice, più facile da conservare e gestire. È ovvio che qui il terzo è introvabile. Fin quando permarrà un sistema internazionale decentrato, nel quale i rapporti fra gli stati sono improntati dal codice politico dei raggruppamenti “amico – nemico”, il ruolo del mediatore risulterà tanto più debole quanto più sarà necessaria la mediazione (paradosso del terzo escluso).
  • nel multipolarismo le ostilità ideologiche decrescono con l’aumentare dei poli
  • secondo il tripolarismo invece, l’equilibrio è dato un attore perno intrattiene rapporti amichevoli con i due contendenti (cfr. “triangolo romantico” di Lowell Dittmer)

Ritornando alla distinzione simmeliana di tertius inter pares e tertius super partes, ci accorgiamo che il terzo FRA le parti è occasionale, in quanto è solo una delle funzioni del terzo al di sopra delle parti. Emerge infatti il problema della tutela del terzo: quanto più potente è la parte più si emargina il terzo, e più il terzo ha bisogno di tutela più è debole il tertius super partes che lo dovrebbe proteggere.

terzo(2)Il terzo AL DI SOPRA delle parti è il custode dell’interesse generale della pace, un attore universale la cui instaurazione e moderazione della politica internazionale è affidata ad un terzo permanente, ma allo stesso tempo è anche tertius contra pares che impone la sua volontà ai belligeranti senza doversi preoccupare della sua sopravvivenza.

Portinaro si chiede come sia possibile che in un sistema internazionale eterogeneo si costituisca un attore universale omogeneo. Oltretutto, il primato della logica giudiziaria che sostituisce al principio di unanimità quello maggioritario, dimostra il fallimento della costruzione artificiale del tertius super partes come custode della pace.

L’autore intravede una terza via nella forma più radicale di pacifismo «metaistiutuzionale», avente per obiettivo la mutazione del codice dei rapporti politici (non la struttura) ed il superamento dell’antagonismo come condizione strutturale dei rapporti di un pluriverso politico.

Se l’identità storica è la costruzione simbolica di relazioni, l’identità del terzo sarà essa stessa una relazione, che secondo il paradigma del “triangolo romantico” di Lowell Dittmer filtra i rapporti fra le parti rispettando la loro volontà e libertà.

Vi è una totalità non totalitaria dove il terzo ci resiste perché lo possiamo incontrare (tertius inter pares), ma allo stesso tempo ci ricomprende ad un livello superiore (tertius super partes).

In questo modo, il terzo perde la sua artificialità perché la sua mediazione è una pratica di mediazione, scaturente non più da norme riconosciute giuridicamente, ma da da un nuovo codice.

Il nuovo codice etico non si intravede più nel “politico” ma nella politica come pratica eticamente orientata del terzo potenzialmente operante in ognuno di noi.

 

Fonti

Pier Paolo Portinaro, Il terzo. Una figura del politico, collana Centro studi di scienza politica Paolo Farneti, 1986, pp. 306

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