Una lotta per la dignità che riguarda tutti

Chi ci segue sui social avrà notato che in questi ultimi giorni la nostra cooperativa sociale ha avviato una protesta molto forte verso ASET.

Con questo articolo vogliamo rendere più chiara la vicenda e anche proporti alcune azioni con cui poterci stare accanto.

Dividiamo il racconto in paragrafi identificati da domande. Alcune delle risposte potresti conoscerle già. Nel caso puoi saltarle per fare prima. Oppure, approfitta per un ripasso!

Cosa sono e fanno le cooperative sociali (di tipo B)?

Le cooperative sociali sono imprese che hanno come scopo principale la creazione di opportunità di lavoro per persone fragili (possono essere disabili, persone con problemi psichici, ex detenuti, persone uscite da dipendenze ecc.). Per raggiungere questo scopo possono svolgere qualunque tipo di lavoro, ma almeno un terzo dei lavoratori deve rientrare tra le categorie “protette”.

Gerico lavora prevalentemente con la fragilità psichica.

Cosa c’entra l’emporio ae con le cooperative sociali?

L’emporio ae è un progetto gestito da una cooperativa sociale che si chiama Gerico. Tutte le persone che incontri nei nostri negozi fanno parte della cooperativa e partecipano in maniera attiva.

Cosa c’entra Gerico con ASET?

Oltre a gestire l’emporio ae, Gerico svolge altri lavori di vario tipo. Tra questi, da circa 20 anni, collabora con ASET sulla gestione di alcuni servizi.

La storia di questa collaborazione l’abbiamo riassunta in questo file, insieme alla storia degli impegni assunti e non realizzati da parte del Comune di Fano.

Perchè ASET affida dei servizi a Gerico?

La legge che regola le cooperative sociali in sintesi dice: “tu ente locale dovresti prenderti cura delle persone fragili. Un diritto fondamentale e anche una soluzione terapeutica per queste persone è il lavoro. In aziende normali spesso non potrebbero lavorare, ma nelle cooperative sociali ci sono le condizioni per un loro inserimento sociale. Siccome tu, ente pubblico, da solo non puoi creare lavoro per tutte queste persone, chiedi aiuto alle cooperative sociali. E la legge dice anche che per creare posti di lavoro a questo scopo, gli enti pubblici possono affidare a queste cooperative lavori, servizi e forniture, anche in deroga ad alcune norme.

Venti anni fa su questo c’era una buona sensibilità e il Comune di Fano ha invitato ASET ad avviare il rapporto con Gerico. Anche perché la cooperativa stava già gestendo alcuni servizi che ad un certo punto ASET ha assorbito (raccolta degli indumenti).

E’ nata una collaborazione che ha permesso, per alcuni anni, di creare lavoro per molte persone fragili. Poi la sensibilità è venuta meno e un po’ alla volta i servizi si sono ridotti.

Gerico ha un appalto da ASET sulla raccolta differenziata?

No.

Cinque anni fa Gerico gestiva una parte rilevante della raccolta differenziata per conto di ASET. Poi ASET ha fatto una gara di appalto per affidare il servizio. In quella gara sono stati tutelati anche i lavoratori precari e stagionali di ASET. Ma nessuno ha pensato di tutelare il rapporto e i lavoratori di Gerico. Una gara di quel tipo è destinata per forza a grandi imprese, così grandi che di solito arrivano aziende da altre regioni, ed infatti è stato così.

A quel punto, avendo perso il treno dei “diritti”, è stato preso il treno della “pietà” e del “favore”. La ditta vincitrice ha ritenuto di subappaltare qualcosa alla povera cooperativa sociale.

Ovviamente i servizi subappaltati sono stati una quota molto inferiore a quella che Gerico gestiva prima della gara di appalto.

Però poi è andato tutto bene fino alla vicenda recente?

No.

Nel tempo ci sono stati tolti altri servizi che gestivamo, come il Centro Ambiente Mobile. E prima di S. Ippolito, ci era già stato tolto il giro di raccolta di Serrungarina. Sempre con brevi preavvisi e quasi sempre senza porsi troppo il problema di cosa potessero fare i lavoratori fragili che prima svolgevano quei servizi.

In questi anni Gerico non ha posto il problema sul piano politico?

Moltissime volte, a volte con diplomazia, altre in modo duro.

Solo per fare un esempio, a ottobre 2014 abbiamo aperto un confronto con questo articolo che annunciava la cassa integrazione per diversi lavoratori Gerico a fronte di uno dei tanti tagli di servizi di cui abbiamo detto:

Quando ci è stato tolto il CAM (Centro Ambiente Mobile) siamo tornati alla carica anche rifiutando il rinnovo degli inserimenti proposti dai servizi sociali. Abbiamo iniziato a chiedere la costruzione di un diverso quadro politico e normativo. Gli amministratori della città ci dissero che erano al nostro fianco e che a breve si sarebbe fatto un regolamento per sistemare la questione. Era dicembre 2017come continuò la vicenda è raccontato in questo file insieme alla storia del rapporto tra Gerico e ASET. Sta di fatto che dopo 2 anni e mezzo abbiamo raccolto promesse e pezzi di carta senza valore concreto.

Cosa è successo di nuovo in questi ultimi giorni?

Il comune di S. Ippolito ha legittimamente chiesto ad ASET di cambiare sistema di raccolta della carta, passando dal porta a porta alla raccolta stradale con i cassonetti.

ASET ha fissato la data del 1° luglio senza comunicare nulla a Gerico, che lo ha appreso da un post su facebook il 26 giugno.

Non è una vicenda più grave di tante altre subite in precedenza. Ma è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Per cui abbiamo deciso di non subire più e di partire da questo fatto per rivendicare diritti e un diverso modo di gestire il rapporto tra cooperative sociali ed enti pubblici, tornando ad alcuni valori di fondo che negli anni si sono persi.

Ecco cosa abbiamo fatto

Abbiamo raccontato la vicenda ad alcuni giornalisti. Ecco ad esempio l’articolo pubblicato da “Il Resto del Carlino”.

Ma soprattutto abbiamo trasformato una questione tra due soggetti (Gerico e Aset) in una questione politica, coinvolgendo i cittadini, quelli sensibili al tema dell’inclusione. Abbiamo coinvolto chi vive il problema come genitore, chi offre servizi alle persone fragili, ma anche persone comuni, clienti dei nostri negozi, amici e anche persone sconosciute. Ciascuno, ritenendo grave la vicenda, l’ha a sua volta raccontata ad altri, e tutti insieme sono andati sulla pagina Facebook di ASET ad esprimere la propria opinione rispetto all’accaduto.

Aset probabilmente si è resa conto di avere sbagliato, ma non ha voluto ammetterlo. E così ha preferito rispondere con un comunicato del Presidente, in cui dice che non spettava a lei avvisarci e che siamo “irriconoscenti”.

Leggi qui il comunicato di ASET

La risposta di ASET a noi è sembrata piuttosto grave. E con il video qui sotto, e il comunicato che puoi leggere qui, abbiamo cercato di spiegare perché. Loro parlano di gratitudine, noi di diritti. Difficile capirsi.

Nel frattempo abbiamo ritenuto che non aveva molto senso continuare a prendersela con ASET, con la quale però era giusto mettere alcuni puntini sulle I. Aset ha dei proprietari. Per il 97% il proprietario di Aset è il Comune di Fano, lo stesso comune di cui i servizi sociali ci chiedono di inserire persone fragili. Lo stesso comune che con una delibera del consiglio comunale del 9 ottobre 2018 impegna Aset a darsi un regolamento sulla collaborazione con le Cooperative Sociali. Delibera con la quale il Consiglio impegna la giunta a creare un tavolo di confronto con la cooperazione sociale e istituire albi per affidare più facilmente lavori alle stesse cooperative. Lo stesso comune che di tutto questo, dopo un anno e mezzo, non ha fatto nulla.

Così abbiamo mandato al Comune di Fano, ma anche ad ASET, tramite PEC, un messaggio in cui diciamo chiaramente che la nostra mobilitazione non si fermerà finché non sarà convocato un tavolo a cui saranno presenti tutti i soggetti che in questi anni avrebbero dovuto fare degli atti e non li hanno fatti, in modo che, essendo tutti presenti attorno allo stesso tavolo, lo scaricabarile che ha imperato in tutto questo tempo, sarebbe stato più difficile.

Qui puoi leggere il messaggio (piuttosto duro) mandato al comune e ad ASET

Nel frattempo abbiamo continuato a tessere la nostra rete, sia con organizzazioni sociali, che con i cittadini, e stiamo pensando ad altre clamorose iniziative, perché partendo da questa vicenda intendiamo andare fino in fondo.

Tu puoi fare qualcosa?

Puoi fare più di chiunque altro!

I tanti cittadini che hanno espresso la propria opinione sulla pagina di ASET hanno già fatto molto più di quanto da soli siamo riusciti a fare in tanti anni.

La nostra battaglia, senza di te, ha poche speranze.

Per questo abbiamo creato uno strumento apposito per rimanere in contatto. Per comunicare come sta andando la vicenda e come ognuno di volta in volta può dare una mano.

Si tratta di un gruppo Facebook a cui ti chiediamo di aderire attraverso questo link

Non è una battaglia per la nostra cooperativa. Gerico è uno strumento. Il fine è l’inserimento lavorativo di persone fragili. E che l’inserimento sia dignitoso.

Ogni volta che abbiamo rivendicato diritti lo abbiamo fatto con questo spirito e coinvolgendo le altre cooperative e associazioni del territorio e della regione.

Per questo non ci fermeremo una volta ristabiliti alcuni diritti fondamentali a Fano. Lo stesso problema lo vivono tante altre cooperative come la nostra sul altri territori e la questione verrà riproposta anche altrove e su scala regionale, pechè è tempo di ricostruire, insieme, un nuovo modello di relazione tra cooperative sociali ed enti pubblici.

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